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Chamberlain, Arthur Neville

statista britannico (Edgbaston, Birmingham, 1869-Heckfield, Reading, 1940). Figlio di Joseph, entrò in Parlamento per i conservatori alle elezioni generali del 1918. Cancelliere dello Scacchiere (1923-24; 1931-35; 1935-37), mirò al pareggio del bilancio e all'inizio del riarmo (1934); appoggiò la politica delle sanzioni contro l'Italia all'inizio della guerra d'Abissinia (1935), cambiando radicalmente opinione l'anno successivo. Succeduto a Baldwin come primo ministro (maggio 1937), tentò di limitare l'espansionismo della Germania di Hitler con negoziati diplomatici ai quali prese attiva parte di persona. Per la sua politica di appeasement (distensione) Chamberlain prima tentò di staccare l'Italia dalla Germania (accordo anglo-italiano, 16 aprile 1938) e poi si sforzò invano di stabilire un'intesa con Hitler per evitare una guerra generale sul problema dei Sudeti; partecipò quindi, nonostante le violente critiche, al convegno di Monaco (29-30 settembre 1938), avallando l'occupazione tedesca dei Sudeti. Dal marzo 1939, tuttavia, assunse un atteggiamento più fermo, garantendo unilateralmente l'aiuto inglese agli Stati minacciati di aggressione. All'attacco tedesco alla Polonia (1º settembre 1939) Chamberlain rispose con la dichiarazione di guerra alla Germania (3 settembre). Date le dimissioni il 10 maggio 1940 per le critiche mossegli alla Camera dei Comuni, gli succedette W. Churchill, del cui gabinetto fece parte come presidente del Consiglio fino al 30 settembre 1940.

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