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Champollion, Jean-François

egittologo francese (Figéac 1790-Parigi 1832). Precocissimo, si dedicò allo studio delle lingue orientali; sedicenne, presentò all'Accademia di Grenoble una dissertazione nella quale, seguendo l'intuizione del gesuita A. Kircher (1602-1680), riconosceva nel copto una lingua derivata dall'antico egiziano. A 18 anni divenne professore di storia a Grenoble, ma nel 1819 venne allontanato per ragioni politiche. Stabilitosi a Parigi, pervenne nel 1821, attraverso lo studio della stele di Rosetta da poco scoperta, alla decifrazione dei geroglifici egiziani di cui, con straordinaria genialità, comprese il carattere fonetico oltre che ideografico. Questi risultati furono esposti nella famosa Lettre à M. Dacier relative à l'alphabet des Hiéroglyphes phonétiques, letta all'Académie des Inscriptions et Belles Lettres il 27 settembre 1822, e ampliati poi nel mirabile Précis du Système hiéroglyphique (1824). Gli anni seguenti furono distinti da un'intensa attività di studio e di organizzazione. Nel 1828-30 fu a capo di una spedizione franco-toscana che visitò l'Egitto e la Nubia raccogliendo materiale, pubblicato, dopo la sua morte, nei 4 volumi in folio Monuments de l'Egypte et de la Nubie. Al suo ritorno in patria fu eletto membro dell'Académie e nel marzo 1831 fu creata per lui, al Collège de France, la prima cattedra di egittologia. Il fratello Jean-Jacques, detto Champollion Figéac (Figéac 1778-Parigi 1867), archeologo e filologo insigne, curò fra l'altro la pubblicazione delle opere postume di Jean-François.