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Chandra Observatory

osservatorio orbitante, denominato inizialmente AXAF (Advanced X-Ray Astrophysics Facility), lanciato dalla navetta spaziale Columbia il 23 luglio 1999. è basato su un grande telescopio spaziale progettato dalla NASA per osservare i raggi X provenienti da regioni dell'Universo ad alta energia, quali per esempio i gas caldi residui di esplosioni stellari, i quasar e la radiazione emessa dai getti di materia espulsa da buchi neri di grande massa nelle zone centrali delle galassie. Il satellite, che deve il suo nome al fisico indiano Subrahmanyan Chandrasekhar, è lungo 15 m e pesa 5 t. La risoluzione dei suoi strumenti è alcune decine di volte maggiore del telescopio orbitante a raggi X Einstein, il primo osservatorio per raggi X posto in orbita dalla NASA nel 1978. L'orbita intorno alla Terra sulla quale è stato posizionato è fortemente ellittica, con il punto più lontano posto a oltre un terzo della distanza Terra-Luna e quello più vicino a circa 10.000 km, con un periodo di 64 h e 18 min. Gran parte dell'orbita del satellite è all'esterno della fascia di particelle cariche che circonda la Terra, permettendo una osservazione ininterrotta della durata di 55 h per ogni orbita. La radiazione X è focalizzata da quattro coppie di specchi, nel cui fuoco sono posizionati due dei quattro strumenti scientifici ospitati dal satellite: uno spettrometro a immagine CCD (Charged Coupled Device) e una camera digitale ad alta risoluzione. Gli altri due strumenti scientifici a bordo sono due reticoli di diffrazione per l'analisi della radiazione X, rispettivamente, ad alta e bassa energia. Unitamente al complementare grande osservatorio orbitante europeo per l'astronomia nei raggi X, XMM-Newton, ha permesso di effettuare numerose scoperte che hanno ampliato enormemente la nostra conoscenza dell'Universo.