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Chièri

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comune in provincia di Torino (16 km), 283 m s.m., 54,30 km², 32.868 ab. (chieresi), patrono: Santa Maria delle Grazie (19 settembre).

Generalità

Cittadina situata sulle propaggini sudorientali della collina torinese. Il nucleo urbano più antico presenta una tipica impronta medievale sia nella planimetria circolare con strade a raggiera convergenti sulla cattedrale, sia nell'aspetto architettonico e urbanistico di molti edifici. Al di fuori di questo nucleo, soprattutto verso la zona pianeggiante, si sono sviluppati i nuovi quartieri residenziali e industriali.

Storia

Di antichissima origine, fu colonia romana dal sec. II a. C. (col nome di Karea Potentia) e poi, sotto Augusto, città fortificata (col nome di Carreum). Nel Medioevo fu soggetta ai vescovi di Torino, cui si ribellò divenendo libero comune, rivale di Asti e della stessa Torino. Distrutta da Federico Barbarossa nel sec. XII, risorse e divenne feudo dei conti di Biandrate e poi di Roberto d'Angiò (1339). Nel 1347 passò per metà ad Amedeo VI di Savoia e per metà a Giacomo di Acaia, per diventare interamente di Amedeo VIII di Savoia nel 1418. Ospitò nel 1419 l'Università di Torino che sei anni dopo fu trasferita a Savigliano. Occupata dagli spagnoli (1537-51) e poi dai francesi (1551-62), fu importante centro di riforma protestante. Nel 1701 presso Chieri Eugenio di Savoia, al comando dell'esercito imperiale, sconfisse Vittorio Amedeo II che comandava gli eserciti uniti di Spagna, Francia e Piemonte. Vittorio Amedeo III ne fece un principato per il secondogenito Vittorio Emanuele duca d'Aosta.

Arte

Chieri deve la sua fisionomia ad alcuni monumenti medievali in mattoni di tipo lombardo e ai numerosi edifici del tardobarocco e rococò piemontese, pure in mattoni. La facciata del duomo (di forme gotico-lombarde, costruito tra il 1405 e il 1435) è caratterizzata da un portale di tipo francese con altissima cuspide (o ghimberga). Il battistero, romanico-lombardo del sec. XIII, comunica con la chiesa attraverso la cappella della Madonna delle Grazie, di Bernardo Antonio Vittone (1757-59). Gotiche sono anche le chiese di San Giorgio (sec. XIV) e di San Domenico (sec. XII-XV) e numerose case. Molti sono gli edifici settecenteschi, opera di architetti piemontesi come il Vittone (San Bernardino, 1740-44; confraternita di Santa Croce, 1763; Palazzo Comunale), Mario Lodovico Quarini (San Filippo, 1759; facciata di San Bernardino, 1792), Luigi Michele Barberis (villa La Moglia). La chiesa di San Bernardino conserva due tele del Moncalvo.

Economia

L'economia si basa sul commercio e sull'industria, che opera soprattutto nei settori tessile (già fiorente nel sec. XV), chimico (fibre tessili), cartario, alimentare, del mobile e dell'abbigliamento. L'agricoltura produce uva da vino, cereali e ortaggi; una certa importanza ha l'allevamento bovino.

Dintorni

In località Pessione si trova il Museo Martini: allestito nelle cantine della villa settecentesca sede dei primi stabilimenti della Martini & Rossi, documenta con una ricca collezione la storia dell'enologia.