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Chièse native

organizzazioni religiose di indigeni deculturati (ossia rimasti privi delle culture originarie dopo l'urto con la civiltà occidentale) che si formano sul modello delle chiese cristiane con l'intento di separarsi dal cristianesimooccidentale, in polemica con i colonizzatori e allo scopo di favorire l'emancipazione degli indigeni sul piano religioso. Il fatto che, pur volendosi distinguere dagli occidentali, ne imitino il modello ecclesiastico, dipende dal desiderio di acquisire una forma della cultura occidentale (la religione organizzata ecclesiasticamente) ritenuta valida di per sé ad assicurare quella potenza – intesa quasi magicamente – che avrebbe permesso agli Europei di soggiogare le popolazioni indigene. Quanto ai contenuti, si tratta di interpretazioni e rielaborazioni di elementi cristiani in schemi culturali indigeni. Attorno alle chiese native si sono formati nuovi corpi culturali capaci di integrare le genti deculturate e, talvolta, in grado di opporsi con notevoli risultati alla soggezione esercitata dagli occidentali. Numerose chiese native africane hanno animato e condotto a buon fine le lotte indigene per l'indipendenza. Ricordiamo, per l'Africa: l'African National Church, la Chiesa Sionista, l'African Native Healing Church, la Zulu Congregational Church; per l'America: la Native American Church; per l'Asia: la Chiesa separatista aglipayana.