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Chiròtteri

sm. pl. [sec. XIX; da chiro-+greco pterón, ala]. Ordine (Chiroptera) di Mammiferi Placentati, detti comunemente pipistrelli, caratterizzati dall'adattamento al volo. Comprende i due sottordini dei Megachirotteri (di cui fanno parte i soli Pteropidi) e dei Microchirotteri, in cui vengono riunite 16 famiglie e ca. 140 generi. Con ca. 670 specie in totale, l'ordine dei Chirotteri è il più numeroso tra i Mammiferi, dopo quello dei Roditori. In Italia sono presenti 27 diverse specie di Chirotteri. Originatisi in tempi anteriori all'Eocene, quando già erano presenti con forme simili alle attuali (con ogni probabilità a partire da un ceppo di insettivori arboricoli), per la competizione biologica con gli Uccelli, prevalentemente diurni, subirono un'evoluzione verso il tipo di vita notturna, acquisendo a questo riguardo una mirabile capacità di volo in piena oscurità, grazie a una sorta di sonar naturale basato sull'emissione e la ricezione di ultrasuoni, con i quali localizzano ogni ostacolo e persino le minuscole prede volanti di cui molte specie si nutrono. Tra i Megachirotteri l'unico noto allo stato fossile è il genere Archaeopteropus, rinvenuto in rocce oligoceniche del Veneto, tra gli altri i resti più antichi risalgono invece all'Eocene dell'America settentrionale. I Chirotteri hanno mole quasi sempre modesta ((la lunghezza del corpo varia dai 2,5 cm ai 40 cm dei più grandi Pteropus, l'apertura alare da 6 cm a quasi 1,70 m), e soffice pelliccia di tinte grige o nerastre o fulvo-rossastre o giallastre. Tranne certe strutture cutanee del naso e dell'orecchio, la morfologia esterna dei Chirotteri presenta una spiccata uniformità di tratti; il motivo che maggiormente impronta l'anatomia e la morfologia è l'adattamento al volo, con la conseguente trasformazione dell'arto anteriore in ala. La scapola è assai sviluppata; il radio è assai più lungo dell'omero, l'ulna è ridotta; i metacarpali, eccetto il primo, sono molto allungati e particolarmente lunghe sono le falangi, ciò che ha comportato la profonda trasformazione della mano, con fortissimo allungamento delle dita. Solo il pollice è libero nei movimenti, mentre le altre dita fungono da tensori della membrana alare, il patagio. Questo consta di una duplicatura cutanea che si estende tra gli arti, il corpo e la coda (quando presente) ed è di norma nudo. Il piede, sempre a 5 dita, è corto e stretto, con dita subeguali, e serve da organo d'aggrappo in posizione di riposo, quando l'animale sta a testa in giù. La dentatura è di tipo insettivoro, con qualche variante nelle specie frugivore e nettarivore. Nella grande maggioranza i Chirotteri sono insettivori, alcuni ittiofagi o predatori di piccoli Vertebrati e pochi ematofagi. Gli occhi sono conformati regolarmente, ma la vista ha un ruolo secondario. I pipistrelli di giorno se ne stanno rifugiati in ricoveri naturali (alberi, rocce e soprattutto grotte), spesso formando aggregazioni di moltissimi individui, particolarmente durante i mesi freddi, quando trascorrono nelle grotte periodi di letargo. La durata della gestazione può variare da 45 a 70 giorni nelle specie dei climi temperati e raggiungere i 5-6 mesi nei grandi Pteropus tropicali. I piccoli sono 1 o 2 soltanto, cosa che viene compensata però dalla buona longevità, rispetto alla mole (10-20 anni in certe specie); i neonati sono molto voluminosi. Tranne nelle regioni fredde e in qualche remota isola oceanica, i Chirotteri sono diffusi ovunque, persino in Nuova Zelanda, dove con due specie formano l'intera mammalofauna indigena (non marina) dell'isola. Molte specie compiono lunghe migrazioni tra le regioni temperate e quelle tropicali.

Bibliografia

G. M. Allen, Bats, New York, 1939; A. Toschi, B. Lanza, Mammalia - Generalità - Insectivora - Chiroptera, Fauna d'Italia, vol. IV, Bologna, 1959; L. Moret, Cheiroptères, in “Manuel de Paléontologie animale”, pagg. 627-628, Parigi, 1966; D. Scaramella, Chirotteri italiani, Bologna, 1984.