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Cho Chong-Nae

scrittore sudcoreano (Sungju 1943). Attivo fin dal 1970, anno in cui ha esordito con il racconto Numyong (La calunnia), è diventato uno degli scrittori più apprezzati e rappresentativi a partire dagli anni Ottanta, grazie soprattutto al romanzo breve Yuhyong-ui ttang (1982; Terra d'esilio), crudo ritratto di un odio e una violenza che hanno accomunato, senza distinzioni, la Corea del Sud e quella del Nord. Scrittore dai toni vigorosi, intensi e appassionati, ha sempre cercato nelle sue opere un approccio obiettivo al problema politico del suo Paese, evitando e criticando quegli isterismi anticomunisti che troppo spesso sono serviti da paravento alla macchina della repressione in Corea del Sud. Notevoli e degni di menzione sono, fra le sue numerose opere, i due romanzi-fiume T’aebaek sanmaek (1986; La catena dei monti T'aebaek) e Arirang (Arirang, canto popolare coreano), dove l'autore, con l'abituale obiettività, si sofferma soprattutto sulla storia più recente della Corea.