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Chomsky, Noam Avram

linguista statunitense (Filadelfia 1928). Considerato il fondatore della grammatica trasformazionale, è fra i più qualificati rappresentanti della teoria linguistica contemporanea. Le sue ricerche, in continua evoluzione, puntano a individuare le strutture “profonde” della comunicazione verbale, per identificare i processi generali di apprendimento e uso del linguaggio, al di là delle concrete espressioni dei parlanti nelle diverse realtà linguistiche del pianeta. Tra i suoi principali contributi teoretici si possono ricordare: Le strutture della sintassi (1957), Aspetti della teoria della sintassi (1965), Linguistica cartesiana (1966), Studi semantici nella grammatica generativa (1972), Le strutture logiche della teoria linguistica (1975), Intervista su linguaggio e ideologia (1977), Regole e rappresentazioni (1980), La conoscenza del linguaggio (1989), Conoscenza e libertà (2004). Vigoroso opinionista politico, impegnato nell'ambito della sinistra radicale americana e noto esponente del dissenso intellettuale all'epoca della guerra del Vietnam, Chomsky ha spesso assunto posizioni duramente critiche nei confronti della politica governativa e in genere del potere costituito (L'America e i suoi nuovi mandarini, 1969; Guerre in Asia, 1970; La quinta libertà, 1987; Deterring democracy, 1991; Terrorizing the neighborhood, 1992; Anno 501 la conquista continua, 1993). All'ambito della più tradizionale teoria gnoseologica della lingua appartiene invece il volume Linguaggio e problemi della conoscenza, pubblicato nel 1991. La critica nei riguardi della politica estera dei governi USA degli anni Novanta, è ancora al centro de Il nuovo umanitarismo liberale: gli insegnamenti del Kosovo (1999) e di Egemonia americana e stati fuorilegge (2000). Nel 2002 ha pubblicato Terrore infinito. La questione palestinese dalla Guerra del Golfo all'Intifada e nel 2004 Il golpe silenzioso. Nel 2008 ha pubblicato Alla corte di re Artù. Il mito Kennedy.

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