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Chotjewitz, Peter Otto

scrittore tedesco (Berlino 1934). Nelle sue prose Chotjewitz riesce a dare un efficace panorama della piccola borghesia berlinese e di un gruppo di artisti non integrati, con un'esplosiva forza linguistica. Per esempio, Hommage à Frantek (1965; Omaggio a Frantek) è una specie di partitura di sequenze parallele, di happenings e collages; mentre il romanzo Die Insel (1969; L'isola) è un miscuglio satirico di temi underground e di reminiscenze delle Mille e una notte. Nel 1975 Chotjewitz ha pubblicato, con Böll e altri, In Sachen Gunter Wallraffs (Sulla questione di Gunter Wallraffs). Si è occupato poi del brigantaggio nell'Italia meridionale; Malavita (1976) è un viaggio nel mondo della mafia. Interessanti anche Der dreissigjährige Fride. Ein biographischer Bericht (1977; La pace dei trent'anni. Un resoconto biografico), Die Herren des Morgengrauens (1978; I signori dell'alba). I racconti di Der Mann ist verhindert (1985; L'uomo è impedito), gli appunti di Tod durch Leere (1986; Morte attraverso il vuoto) e il romanzo storico Mord in Davos (1986; Assassinio a Davos) sono le opere più significative degli anni Ottanta. Dopo la raccolta di satire Kannibalen (Cannibali) del 1997, ha pubblicato nel 1999 Rom. Spaziergänge durch die Antike (Passeggiate attraverso l´antichità), in cui l'assiduo visitatore della Città Eterna fa rivivere il mondo antico, cogliendo le trasformazioni delle vestigia e dei simboli che esso ha lasciato in eredità in un viaggio appassionante ed erudito lungo i secoli. Con il romanzo Das Wespennest (1999; Il vespaio) Chotjewitz offre un'amara carrellata sulla storia tedesca, dalla Rivoluzione del 1830 al terrorismo, una storia priva di consistenza destinata a sbriciolarsi come il Muro di Berlino. Successivamente in italia esce Saumlos (2004; Saumlos), giallo storico-antropologico dal linguaggio scabro ed essenziale. Chotjewitz è anche autore di poesie e di alcuni radiodrammi.

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