Chrétien, Jean

uomo politico canadese (Shawinigan 1934). Leader dei liberali canadesi, Chrétien riusciva a ottenere un risultato eccezionale nelle elezioni politiche generali del 1993, quando il suo partito conquistava una schiacciante maggioranza in Parlamento (178 seggi su 295). Ma proprio in quella tornata elettorale si evidenziava la crescita del partito autonomista del Québec che, per la concomitante scomparsa dei conservatori, finiva con l'assumere il ruolo di prima forza di opposizione. Il problema politico di fondo con il quale Chrétien si doveva misurare era dunque rappresentato dall'incombente minaccia secessionista dell'importante regione a maggioranza francofona dove gli autonomisti erano decisi a sfruttare il positivo trend elettorale. Consapevole del fatto che la secessione del Québec dalla federazione avrebbe comportato una reazione a catena, Chrétien si impegnava strenuamente a contrastare il referendum indipendentista (ottobre 1995) con una propaganda capillare in tutto il Paese a favore delle ragioni dell'unione. Per la decisione dimostrata nell'occasione, Chrétien si attirava anche le ire dei francofoni che lo accusavano di favorire l'immigrazione incontrollata per spostare il peso dei loro avversari residenti nel Québec. Una battaglia senza esclusione di colpi, dunque, che si trasformava in una vittoria anche personale di Chrétien quando una maggioranza, per quanto ristretta (50,6%), allontanava lo spettro della secessione dalla vita politica canadese. Indette anticipatamente le elezioni legislative sia nel 1997 sia nel 2000, veniva riconfermato entrambe le volte primo ministro. Nel dicembre 2003 Chrétien rassegnava le dimissioni da primo ministro.

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