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Christus Patiens

(Christós páschōn), dramma greco sulla passione di Cristo, di anonimo bizantino, probabilmente dei sec. XI-XII. Attribuito dai copisti dei manoscritti a S. Gregorio di Nazianzo, da Draeseke ad Apollinare di Laodicea, da Doering a Giovanni Tzetze, da Brahms a Teodoro Prodromo, elabora la materia trattata, oltre che dai libri della Bibbia canonica, anche da testi apocrifi (in particolare il Vangelo di Nicodemo), in 260 trimetri giambici, spesso difettosi nella prosodia e nelle cesure. Ma in larga parte l'opera è un centone di versi di Euripide, di Eschilo e di Licofrone. Il personaggio principale non è Cristo, ma la Vergine.

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