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Cimitile

comune in provincia di Napoli (26 km), 40 m s.m., 2,82 km², 6840 ab. (cimitilesi), patrono: san Felice (14 gennaio).

Centro della pianura campana, posto alla destra del canale dei Regi Lagni. Fu il coemeterium di Nola e fin dal sec. IV vi sorsero alcuni edifici religiosi intorno ai quali si sviluppò il borgo, nato per accogliere i pellegrini in visita al sepolcro del vescovo di Nola san Felice. Fece parte del territorio di Nola fino al sec. XVI, quando ottenne lo status di comunità autonoma. Fu poi feudo dei principi Albertini.§ Attorno ai resti della tomba di San Felice (martyrium, cappella fatta decorare da papa Damaso), san Paolino, vescovo di Nola, iniziò a erigere un vasto complesso di edifici di culto (fine sec. IV), uno dei più importanti dell'Italia meridionale. È composto dalla basilica di San Felice in Pincis, preceduta da un quadriportico decorato da un mosaico del sec. V e la cui antica abside divenne (sec. XIV) la cappella di San Giovanni; dalla basilica dei Santi Martiri, con affreschi del sec. VIII, in cui sono state rinvenute tracce di un sepolcro pagano sotterraneo; e da quelle di San Caulonio, dei Santi Stefano e Lorenzo (sec. VI) e di San Tommaso (sec. VI-VII). Interessante è l'Antiquarium Basiliche Paleocristiane di Cimitile.§ L'economia si basa sull'agricoltura che produce patate, ortaggi (pomodoro San Marzano DOP) e frutta. L'industria è attiva soprattutto nei settori molitorio e lattiero-caseario.

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