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Cirò Marina

comune in provincia di Crotone (32 km), 5 m s.m., 41,60 km², 13.987 ab. (ciromarinesi), patrono: san Cataldo (10 maggio).

Centro del litorale ionico, situato nel tratto compreso tra punta Alice e la foce del torrente Lipuda. Sviluppatosi in tempi relativamente recenti come sobborgo peschereccio, balneare e commerciale di Cirò, si costituì in comune autonomo nel 1952. § L'abitato, dall'aspetto moderno, sorge presso il castello dei Carafa, costruzione militare a pianta quadrilatera con torri angolari. Sulla costa si trova una torre difensiva, detta “Torre Nuova”, che risale al sec. XVI. § Oltre all'agricoltura specializzata, che produce olive e soprattutto uva da vino (cirò e melissa DOC), sono fiorenti l'allevamento e la pesca. Il turismo è una notevole risorsa economica, grazie alle buone strutture ricettive, sportive e ricreative. L'industria opera nei settori dei materiali da costruzione e della lavorazione del marmo. § A punta Alice, in località Isola di San Pietro sono stati rinvenuti i resti di un tempio dorico (forse sec. V a. C.) dedicato ad Apollo Aleo, oltre alla testa marmorea e alla parrucca bronzea di una grande statua di culto, attribuita da alcuni all'arte di Pitagora o della sua scuola e conservati nel Museo Nazionale di Reggio di Calabria; altri reperti provenienti dallo stesso sito sono esposti nel Museo Civico Archeologico di Cirò Marina, che ha sede nel palazzo Porti.