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Clair, René

pseudonimo del regista cinematografico francese R. Chomette (Parigi 1898-1981). Si fece notare nel 1924 con due brillanti film brevi, Paris qui dort ed Entr'acte, il secondo realizzato con F. Picabia nell'ambiente dell'avanguardia dada. A cavallo tra il cinema muto e quello sonoro, si affermò come l'autore di un cinema personalissimo, un misto di commedia sociale, di costume e di caratteri, vibrante di umor lirico e di ironica tenerezza, ponendosi fra i maggiori registi con film quali Il cappello di paglia di Firenze (1927), I due timidi (1929), Sotto i tetti di Parigi (1930), Il milione (1931), À nous la liberté (1939; titolo it., dato durante il fascismo: A me la libertà) e Quatorze juillet, (1933; Per le vie di Parigi). Poeta della piccola borghesia e del sottoproletario parigino, non poté continuare la sua magica stagione quando passò all'estero: si ricordano Il fantasma galante (1936) in Gran Bretagna e, del quinquennio trascorso a Hollywood durante la guerra, Ho sposato una strega (1942) e Accadde... domani (1944). Rientrato in Francia, con Il silenzio è d'oro (1947) celebrò insieme le origini del cinema e M. Chevalier; fece poi seguire una serie di commedie drammatiche e filosofiche (La bellezza del diavolo, 1950; Le belle della notte, 1952; Le grandi manovre, 1955; Quartiere dei lillà, 1957), delle quali, in ossequio alle proprie ambizioni di scrittore, compose puntualmente testi e dialoghi sempre più letterari. Nominato accademico di Francia nel 1960, diresse ancora Tutto l'oro del mondo (1961) e, in Romania, Les fêtes galantes (1966; tit. it., Per il re, per la patria e per Susanna).

Bibliografia

G. Viazzi, René Clair, Milano, 1946; G. Charensol, R. Régent, Un maestro del cinema: René Clair, Milano-Roma, 1955; A. Solmi, Tre maestri del cinema: Dreyer, Clair, Chaplin, Milano, 1956; C. M. Cluny, René Clair, in “Dossiers du cinéma - Cinéastes, I”, Parigi, 1971; E. Comurio, Clair, Ford, Cukor, Kubrick, Milano, 1981.

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