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Clemènti, Mùzio

pianista e compositore italiano (Roma 1752-Evesham, Worcestershire, 1832) . All'età di 12 anni aveva già composto un oratorio e a 14 era organista titolare nella basilica romana di S. Lorenzo in Damaso. Ma da questo incarico desistette quasi subito per seguire in Inghilterra il nobile mecenate sir Peter Beckford, con cui rimase, dedicandosi a studi assidui, fino al 1773. In quell'anno lasciò il suo protettore e si stabilì a Londra come pianista e insegnante. Nel 1780 iniziò a tenere concerti anche sul continente, facendosi apprezzare a Parigi, Strasburgo, Monaco e Vienna, dove nel 1782 si cimentò in una storica competizione pianistica con Mozart, sull'esito della quale non si hanno però notizie. Per due anni visse poi a Lione e nel 1784 era nuovamente a Londra, da dove non si mosse per circa vent'anni, dedicandosi prima al concertismo, poi all'insegnamento, alla costruzione di pianoforti e all'editoria musicale. Fra il 1802 e il 1810 ebbe modo di viaggiare per tutta l'Europa, avendo fra l'altro come allievi, oltre all'inglese J. Field, anche Meyerbeer, Kalkbrenner, Czerny, Moschelles. Tornato in Inghilterra, dove rimase, salvo brevi viaggi, fino alla morte, realizzò la sua opera più famosa, i tre libri del Gradus ad Parnassum (1817-26), considerato un caposaldo della didattica pianistica. La sua figura di musicista, che copre l'intero arco del classicismo musicale, ponendosi come anello di congiunzione tra i figli di Bach e il nascente romanticismo, fu strettamente legata al pianoforte. La sua opera di costruttore, di didatta e di autore contribuì in maniera determinante all'affermazione del nuovo strumento in Europa, creando i presupposti del futuro pianismo romantico. Diede inoltre importanti contributi alla codificazione architettonica della forma sonata. Al di fuori dell'ambito pianistico (100 lavori tra sonate, fantasie, capricci e pezzi vari) sono da segnalare, nella sua produzione, sei brillanti sinfonie per orchestra.

Bibliografia

R. Allorto, Le sonate per pianoforte di Muzio Clementi, Firenze, 1959; P. Rattalino, Il significato storico del pianismo di Clementi, in “Musica d'oggi”, 1962; W. S. Newman, The Sonata in the Classic Era, Chapel Hill, 1963; L. Plantinga, Clementi, Milano, 1980.

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