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Clifford, William Kingdom

matematico e filosofo inglese (Exeter 1845-Madera 1879). A 25 anni divenne professore di matematica applicata all'University College di Londra. Come filosofo positivistaClifford tentò una metafisica scientifica dal punto di vista dell'evoluzionismo. Secondo Clifford la conoscenza è una risposta biologica all'ambiente; l'analisi dei fondamenti della scienza e in particolare degli assiomi della geometria mostra che sono altrettante forme di esperienza cristallizzate nel processo di adattamento della specie e presenti in ciascun individuo a livello di struttura neurale. Inoltre egli giunse a interessanti anticipazioni di moderne dottrine epistemologiche relativamente al problema della conferma sperimentale delle leggi scientifiche che riconobbe essere sempre “praticamente inesatte” in quanto verificate entro i limiti dell'errore sperimentale. In campo matematico, attraverso una riformulazione in termini non euclidei della geometria dell'infinitamente piccolo, mostrò la possibilità di sviluppare un sistema fisicogeometrico capace di superare le anomalie emergenti nella fisica del tempo. Fornì una caratterizzazione empirica degli enti geometrici trasformando i principi della geometria in altrettanti enunciati osservativi, secondo una concezione assai vicina a quella del moderno operativismo. Opere principali: Lectures and Essays (1879), Mathematical Papers (1882), The Common Sense of Exact Sciences (1885; Il senso comune delle scienze esatte).

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