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Clitennèstra

(greco Klytaimnestra; latino Clytaemnēstra). Personaggio omerico e del teatro tragico greco. Figlia di Tindareo, re di Sparta, e di Leda, e sorella di Elena, andò sposa ad Agamennone. Poiché questi, partendo per Troia, sacrifica agli dei la figlia Ifigenia, Clitennestra prepara con Egisto la vendetta; e, secondo la leggenda più antica dell'Odissea, Egisto uccide Agamennone al suo ritorno, ma è a sua volta ucciso da Oreste, figlio di Agamennone e di Clitennestra. In Eschilo invece (Orestea), Clitennestra stessa, anche per gelosia di Cassandra, sgozza il marito e viene uccisa da Oreste, che perseguita col suo rimorso. Donna dal temperamento fortissimo, incarna nelle sue forme più orgogliose il rancore femminile e il sentimento materno. Torna nell'Elettra di Sofocle e nell'Ifigenia in Aulide di Euripide; a Roma la rappresentarono soprattutto Livio Andronico e Accio. Il personaggio ha interessato alcuni tragediografi moderni, come J. Racine (in Iphigénie en Aulide, 1674) e V. Alfieri, che della vicenda di Clitennestra mirò a porre in luce i meccanismi psicologici (in Agamennone e in Oreste, 1776). Anche Martha Graham ha utilizzato il soggetto per un suo celebre balletto, Clytemnestra, creato nel 1958 su musica di Halim El-Dabh. § La tragica figura di Clitennestra appare spesso nell'arte greca, etrusca e romana. Tra le rappresentazioni più antiche sono quelle del cratere protoattico (Berlino, Staatliche Museen), della lamina bronzea dell'heraion di Argo (Atene, Museo Nazionale) e della metopa scolpita del santuario del Sele. Numerose le figurazioni vascolari del sec. V a. C. (coppa proveniente da Spina, conservata al Museo di Ferrara).