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Cocconato

comune in provincia di Asti (32 km), 491 m s.m., 16,77 km², 1540 ab. (cocconatesi), patrono: santi Fausto e Felice (terza domenica di settembre).

Centro del Basso Monferrato in posizione panoramica sulla dorsale di una collina, tra le valli dei torrenti Stura e Triversa. Fece parte della Marca d'Ivrea e del comitato di Vercelli, divenendo poi possesso del vescovo di questa città. Fu feudo di Aimone di Vercelli, capostipite della potente famiglia Radicati. Divenne sede di una importante contea che ebbe giurisdizione su vasti territori e ottenne privilegi dagli imperatori. La fine del sec. XV segnò il declino del borgo e nel 1503 i Savoia ne ottennero parziali diritti.§ Del castello medievale rimane soltanto una torre merlata, sulla cima di un colle. Il Palazzo Comunale (sec. XV), posto nella parte alta dell'abitato, è una delle poche testimonianze di architettura gotica civile del Monferrato: la facciata porticata ha monofore ogivali con ricche decorazioni in cotto. Nella chiesa della Santissima Trinità è conservato un dipinto del Moncalvo.§ L'agricoltura è rivolta prevalentemente alla coltivazione di vite e cereali. L'industria opera nei settori vinicolo (liquori), alimentare, edile, del legno. Presente l'agriturismo. § In settembre si svolge il Palio degli Asini: la manifestazione prevede un corteo storico seguito dalla corsa degli animali privi di cavaliere.

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