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Cogórno

comune in provincia di Genova (52 km), 215 m s.m., 9,14 km², 5296 ab. (cogornesi), patrono: san Lorenzo (10 agosto).

Centro esteso nella valle del torrente Entella; sede comunale è San Salvatore dei Fieschi. Abitato già in epoca preromana, il territorio fu tenuto nell'alto Medioevo da signori locali, discendenti dei conti di Lavagna, dai quali fu ceduto alla Repubblica di Genova (1203). Subì le devastazioni dei Saraceni nel 1567.§ La basilica dei Fieschi a San Salvatore, con il Palazzo Comitale (sec. XIII) che la fronteggia, costituisce un notevole complesso monumentale romanico-gotico in cui si inserisce, con una vivace facciata settecentesca, l'oratorio. Costruita tra il 1245 e il 1253 da maestranze lombarde per iniziativa del papa Innocenzo IV e del nipote Ottobono (poi Adriano V), la basilica conserva intatte le sue forme originarie. La facciata, a paramenti bianchi e neri nella parte superiore aperta da un grande rosone in marmo, presenta nella parte inferiore un portale gotico con affresco quattrocentesco nella lunetta. L'interno, a tre navate, è sovrastato da una possente torre nolare con due ordini di quadrifore e un'acuta cuspide tra quattro pinnacoli. A Cogorno si trova la parrocchiale di San Lorenzo, rimaneggiata nel Settecento e con campanile del sec. XVII, al cui interno è custodito un polittico (sec. XV) attribuito a Giovanni Mazone, seguace del Foppa.§ Importante risorsa è l'olivicoltura, affiancata dalla coltivazione di vite, alberi da frutto, patate e ortaggi. L'industria è presente nei settori calzaturiero, enologico, delle attrezzature subacquee e della lavorazione delle materie plastiche.

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