Questo sito contribuisce alla audience di

Coleman, Ornette

sax alto, trombettista, violinista e compositore jazz statunitense (Fort Worth, Texas, 1930-New York 2015). Figura tra le più alte del jazz, cui spalancò orizzonti immensi, studiò musica da autodidatta e si forgiò un linguaggio originalissimo e irregolare. Schernito dai colleghi, emarginato, fu costretto a fare lavori umili, fin quando incise i primi dischi (1958-61), che destarono scalpore e scandalo. Il suo jazz gridante e angoscioso, di incisiva forza melodica, ribelle a ogni obbligo e simmetria, si fa da solo le sue leggi, togliendo all'ascoltatore tutti i punti di orientamento. I membri del suo quartetto (tra cui Don Cherry alla tromba) improvvisarono con spontaneità sulla base di schemi semplici e dell'intuitiva intesa reciproca. Il nuovo stile prese nome dall'opera-manifesto Free Jazz (1960), un'improvvisazione collettiva controllata, per due quartetti, che coprì un intero long playing. Nel 1962 Coleman formò un trio, che fece una musica più severa e lirica, e compose una pagina “classica” per quartetto d'archi. Uomo timido, stordito dal clamore suscitato, per due anni si ritirò in casa; riapparse nel 1965, sempre con il trio, avendo anche imparato a suonare, contro tutte le regole, violino e tromba. La sua musica appare ora animata da furiosi grovigli. Compose anche musica scritta, ugualmente forte, ribelle e acre: l'epica colonna sonora del film Chappaqua (1965) fu rifiutata dal regista C. Rooks perché troppo bella. Fino al 1973 Coleman suonò in quartetto o trio. Nel 1972 incise Skies of America, ciclopica suite per orchestra sinfonica e solisti jazz, più volte rielaborata, summa della sua multiforme poetica. Poco dopo compì una svolta: adotta strumenti elettrici e ritmi del rock, nel tentativo arditissimo di inglobarlo nella sua sintesi di tutte le musiche, simbolo di universale convivenza tra le culture. Con il nuovo gruppo formatosi negli anni Settanta, da cui si svilupperà il quartetto "Prime Time", improntato alla sua tumultuosa personalità, Coleman incise, nel 1987, In All Languages. Negli anni Novanta si dedicò nuovamente alle trascrizioni musicali, con pezzi da camera e per solista come Prime Time, Time Design, per strumenti a corda e percussione. Nel 2006 pubblicò Sound grammar e nel 2007 fu premiato con il Pulitzer Prize per la musica.

Media


Non sono presenti media correlati