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Comèlico Superióre

comune in provincia di Belluno (77 km), 1210 m s.m., 95,86 km², 2446 ab. (comelicesi), patrono: Maria Santissima Assunta (15 agosto).

Centro esteso del Comelico, comprendente la valle Padola e il versante destro della valle del torrente Digon e confinante a NE con l'Austria; sede comunale è Candide-Casamazzagno. Citato in un documento del 1029, seguì le vicende del Cadore, entrando a far parte dei domini veneziani nel 1420. Decaduta l'autorità della Serenissima, il Cadore fu occupato prima dai francesi, poi dagli austriaci, cui rimase (salvo la breve parentesi del Regno Italico del primo Ottocento) fino all'annessione al Regno d'Italia (1866). § Il paese di Candide conserva antiche case rustico-signorili: tra esse la casa Gera, del sec. XIV, con rifacimenti rinascimentali e barocchi. Nello stesso borgo si trovano la chiesa di Sant'Antonio Abate, del 1530, e la parrocchiale di Santa Maria Assunta, del Settecento. A Padola la chiesa di San Luca venne progettata nel 1862-69 dal Segusini; nella canonica conserva una pala di Cesare Vecellio (1582) e un pregiato altare in legno dorato riccamente intagliato. § Particolarmente sviluppato è il turismo (conosciuta e rinomata è Padola). Le attività manifatturiere operano nei settori alimentare, edile, ottico e della lavorazione del legno. § Suggestivi sono la Mascherata e i festeggiamenti durante il Carnevale, ispirato all'antica tradizione ladina (tipica maschera è il matazin).

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