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Comènio, Jan Amos

(Jan Amos Komenský). Pedagogista, filosofo e scrittore ceco (Nivnice, Moravia, 1592-Amsterdam 1670). Membro della comunità protestante pietista dei Fratelli Boemi, della quale divenne vescovo (1632), compiuti gli studi alle università di Herborn e di Heidelberg, si dedicò all'insegnamento e alla predicazione nelle sedi di Přerov e Fulneck. Le persecuzioni di Ferdinando II contro i protestanti dopo l'inizio della guerra dei Trent'anni lo costrinsero ad abbandonare la Boemia e da allora iniziò le sue peregrinazioni attraverso Germania, Inghilterra, Svezia, Polonia e Olanda. Comenio può essere considerato l'ideatore del metodo pedagogico: egli promuove infatti il tentativo di trasferire la dimensione empirica dell'educazione a un livello di riflessione sistematica e perciò scientifica. Alla base della sua concezione pedagogica è posto un ideale di sapienza universale (pansofia) che accomuni tutti gli uomini senza distinzione di religione o nazionalità. Tale ideale, che si connette per certi aspetti al filone della mistica e della teosofia tedesche (Weigel, Böhme), fa sua la visione rinascimentale dell'uomo come microcosmo, mentre si pone come alternativa naturalistica rispetto alla simbologia ermetica e magica (Bruno, Paracelso). Il suo intento è l'organizzazione del sapere in un'architettura organica che consenta quella formazione completa dell'uomo che è per Comenio la condizione prima della sua bontà e religiosità. Questo ideale presuppone la natura come norma del sapere e del metodo dell'educazione. Comenio nella scuola rivendica la necessità dell'esperienza sensibile, quindi il carattere attivo della prassi pedagogica al di là di ogni astrattismo o apprendimento mnemonico; concepisce inoltre la scuola articolata in una successione armonica di fasi in cui l'insegnamento si svolge in modo ciclico in periodi di sei anni: dalla scuola materna alla scuola vernacola, alla scuola latina, all'Accademia. L'opera di Comenio ispirò un vasto movimento di riforma specie in Germania e influì su giansenisti e gesuiti. I suoi scritti più importanti sono: Didattica ceca (1631), tradotta poi in latino e apparsa ampliata col titolo Didactica Magna (1657), Janua linguarum reserata (1631), Orbis rerum sensalium pictus (1658), Linguae bohemicae thesaurus (incompiuto), Il labirinto del mondo e il paradiso del cuore (1623), capolavoro della letteratura ceca del sec. XVII.

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