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Comisso, Giovanni

scrittore e giornalista italiano (Treviso 1895-1969). Partecipò alla prima guerra mondiale e fu poi con D'Annunzio tra i legionari fiumani. Ha dato la prima testimonianza della sua lunga e coerente storia di narratore con Il porto dell'amore (1924), riproposto in Al vento dell'Adriatico (1928), arricchito di tre capitoli, insieme ai racconti di Gente di mare. La sua franca disponibilità a guardare alla vita come a una meravigliosa avventura, l'immediatezza del suo percepire, il suo rifiutarsi alle sovrastrutture intellettualistiche di ogni genere sono le ragioni della felicità dei suoi racconti brevi, delle sue corrispondenze di inviato speciale per i maggiori quotidiani italiani. Le sue corrispondenze furono poi raccolte nei volumi: Questa è Parigi (1931), Cina-Giappone (1932), che diverrà poi Donne gentili (1958), Amori d'Oriente (1947), L'italiano errante per l'Italia (1937), che diverrà poi La Favorita (1945), La Sicilia (1953), Viaggi felici (1949). Del suo interesse per la complessità delle creature umane ci ha lasciato testimonianza in Capriccio e illusione (1947), Gioventù che muore (1949). Con Capricci italiani (1952), una raccolta di divagazioni, racconti, appunti di arte raffinata, il linguaggio di Comisso trovò i toni della satira, della polemica amara, ma anche quello della malinconia. Seguirono i racconti di Un gatto attraversa la strada (1955). Interessante anche il Mio sodalizio con De Pisis (1954), al quale lo scrittore fu legato d'amicizia. Postumi sono stati pubblicati: Diario 1951-1964 (1969), Trecento lettere a Maria e Natale Mazzolà 1925-1968 (1973), Caro Toni (1984), Lettere a Enzo Ferrieri 1926-1936 (1992) e Solstizio metafisico (2000), una raccolta di brevi componimenti inediti scritti a partire dal 1919.

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