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Compòsite

(anche Compóste), sf. pl. [da composito, con allusione alla struttura del fiore]. Termine con il quale si designano le piante appartenenti alla famiglia Asteracee, non più riconosciuta come valida dalla sistematica moderna. Non ne sono mutate comunque le caratteristiche morfologiche, dovute in particolare alla struttura delle infiorescenze, che risultano essere, nella quasi generalità, dei capolini. Le Composite (Compositae) sono una delle più importanti famiglie di piante e una delle più importanti fra tutte le Fanerogame, comprendendo ca. 23.000 specie incluse in 1535 generi diffusi in tutto il globo, soprattutto nelle regioni temperate e tropicali montane. Sono per lo più erbacee anche se non mancano le forme arborescenti; annue o perenni, spontanee o coltivate per vari scopi (alimentare, officinale, industriale, decorativo), esse sono accomunate dal tipo di infiorescenza: il capolino, che è costituito da numerosi fiori piccoli (flosculi) inseriti su un ricettacolo o talamo ingrossato e protetti all'esterno da una o più serie di brattee involucrali. I fiori sono di due tipi: a tubo (di solito fertili), formanti il disco centrale, e a linguetta o ligulati (di solito con funzione vessillare), formanti il raggio o raggiera attorno al disco. I sepali sono profondamente modificati a formare un pappo composto da due a molte squame, persistenti e pelose (a volte assenti). Le antere sono saldate fra loro formando un tubo entro il quale passa lo stilo. La corolla è a 4-5 lobi più o meno pronunciati o saldati a formare la ligula. Lo stilo ha due stimmi; l'ovario è di 2 carpelli fusi, formanti una sola loggia monovulare. Il frutto è un achenio, per lo più fornito di pappo piumoso o aculeiforme. Le sottofamiglie delle Composite sono le Bernadesioidee, le Cicorioidee e le Asteroidee.

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