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Comunità francése

(Communauté française). Associazione di Stati sovrani istituita il 28 settembre 1958 in base a referendum costituzionale. L'istituto, voluto da De Gaulle, parve allora uno strumento più moderno e più duttile rispetto all'Unione francesecreata nel 1946), messa in crisi dal distacco dei popoli indocinesi (1954), dall'affermarsi della rivoluzione algerina (1954), dalla raggiunta indipendenza della Tunisia e del Marocco (1956), ma soprattutto dalla crescente volontà indipendentistica delle popolazioni coloniali. Alla Comunità francese aderirono la Francia (con i dipartimenti e i territori d'oltremare) e, con referendum organizzati in ciascuno Stato, dodici ex colonie: Repubblica Centrafricana, Congo, Costa d'Avorio, Dahomey (odierno Benin), Gabon, Repubblica Malgascia, Mauritania, Niger, Senegal, Sudan francese (odieno Mali), Ciad, Alto Volta (odierno Burkina). Tutti i nuovi Stati africani avevano autonomia interna, mentre alcune attribuzioni (per esempio politica estera, difesa, politica economica e finanziaria), erano affidate a organi comuni. L'ex colonia della Guinea non aderì all'organismo e si proclamò Repubblica indipendente e sovrana. Dopo il 1960, con la progressiva indipendenza di tutti i Paesi che ne facevano parte, il ruolo della Comunità francese fu sostituito da accordi bilaterali e multilaterali di cooperazione tra la Francia e i vari Stati.

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