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Concèrti brandeburghési

serie di sei concerti composti nel 1721 da J. S. Bach, su commissione del margravio Christian Ludwig di Brandeburgo, che aveva invitato il musicista a scrivere dei pezzi per la sua cappella, allora dotata di un'orchestra di notevoli possibilità. Concepiti sul modello italiano del concerto grosso di Corelli e Vivaldi, questi lavori si distinguono per la magistrale elaborazione tematica e contrappuntistica, per la stupenda strumentazione, per il sovrano equilibrio che caratterizza il gioco concertante fra strumenti solisti (concertino) e blocco orchestrale (archi e cembalo). La composizione del concertino varia da pezzo a pezzo: nel primo, 3 corni, 3 oboi, violino e fagotto; nel secondo, tromba, flauto diritto, oboe e violino; nel terzo (che prevede solo archi), di volta in volta violini, viola e violoncello; nel quarto, 2 flauti diritti e violino; nel quinto, flauto, violino e cembalo concertante; nel sesto (privo di violini), 2 viole da braccio.