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Condofuri

comune in provincia di Reggio di Calabria (55 km), 339 m s.m., 58,53 km², 5055 ab. (condofuresi), patrono: san Domenico (4 agosto).

Centro posto alle pendici del monte Scafi; è compreso nel Parco Nazionale dell'Aspromonte. Venne fondato dai Bizantini nel sec. IV forse sul sito dell'antica colonia locrese di Peripolion. Nel Medioevo appartenne alla Baronia di Amendolea, e fu quindi soggetto a varie famiglie di feudatari, gli ultimi dei quali furono i Ruffo di Bagnara (1624-1806). Fu assai danneggiato dai terremoti del 1783 e del 1908. È noto come uno degli ultimi centri calabresi in cui sopravvive un dialetto neogreco. § Le frazioni Amendolea e Gallicianò presentano una caratteristica struttura urbanistica medievale; ad Amendolea sorgono i resti delle chiese bizantine di San Sebastiano, San Nicola e Santa Caterina, oltre che del castello normanno. § L'agricoltura produce prevalentemente agrumi (soprattutto bergamotti), oltre a ortaggi, olive, uva e grano. È rilevante il turismo balneare nella frazione costiera di Condofuri Marina.