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Consìglio d'Euròpa

organizzazione intergovernativa con sede a Strasburgo, istituita nel 1949 al fine “di realizzare un'unione più stretta tra i suoi membri per salvaguardare e promuovere gli ideali e i principi che sono il loro patrimonio comune, e di fornire il progresso economico e sociale”. I primi Paesi fondatori, Belgio, Francia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Gran Bretagna, Irlanda, Italia, Danimarca, Norvegia e Svezia, a cui si aggiunsero tra il 1949 e il 1970 Grecia, Islanda, Turchia, Germania (all'epoca dell'adesione, 1950, la sola Repubblica Federale di Germania), Austria, Cipro, Svizzera e Malta, adottarono lo Statuto del Consiglio d'Europa come strumento per rafforzare, nell'ambito dello spazio comune dei suoi Stati membri, la democrazia, i diritti dell'uomo e lo Stato di diritto. Organi principali dell'organizzazione sono: il Comitato dei Ministri, costituito dai ministri degli Esteri degli Stati membri e dai loro rappresentanti che si riuniscono mensilmente; l'Assemblea dei parlamentari, composta da deputati nominati in numero proporzionale dai Parlamenti dei Paesi aderenti e organizzati in gruppi politici (socialisti, cristiano democratici, conservatori, liberali democratici e riformisti, comunisti e apparentati); il Segretariato, che svolge i compiti esecutivi. Nel 1950, il Consiglio d'Europa ha stipulato la prima sua più importante convenzione, quella per la Protezione dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, sulla base della quale sono sorte, nel 1954, la Commissione europea dei diritti dell'uomo e, nel 1959, l'omonima Corte, scioltasi nel 1998 per lasciare il posto a una nuova Corte europea dei diritti umani (questa, a differenza della precedente, è un organismo unico e permanente, le petizioni vi accedono direttamente e il Comitato dei Ministri non si pronuncia più sul merito delle richieste, ma ha soltanto la funzione di verificare che le sentenze vengano effettivamente prese in considerazione dagli Stati condannati). A queste, inoltre, si assomma l'attività della Commissione per i problemi criminali, che lavora alla definizione di convenzioni in materia di estradizione, repressione del terrorismo, trasferimento di prigionieri, ecc. I campi di intervento dell'organizzazione comprendono un ampio spazio di tematiche come: i mass media, lo Stato sociale, la sanità, la popolazione, l'emigrazione, l'istruzione, la cultura, i problemi della gioventù, lo sport, l'economia, la difesa monumentale e paesaggistica. Dopo l'adesione di Portogallo (1976), Spagna (1977), Liechtenstein (1977), San Marino (1988) e Finlandia (1989), il Consiglio d'Europa ha gettato le basi per un riavvicinamento con i Paesi dell'Europa Centrale e Orientale, che dal 1985 hanno avviato il loro processo di democratizzazione in seguito alla crisi dei regimi socialisti. Negli anni Novanta, quindi, l'avvento della democrazia in questi Paesi ha portato a un allargamento dell'organizzazione con l'adesione di: Ungheria (1990), Polonia (1991), Bulgaria (1992), Estonia, Lituania, Slovenia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Romania (1993), Andorra (1994), Lettonia, Albania, Moldova, Macedonia e Ucraina (1995), Russia e Croazia (1996), Georgia (1999), Armenia e Azerbaigian (2001), Bosnia ed Erzegovina (2002), Serbia e Montenegro (2003). Canada, Giappone, Israele, Messico e Vaticano hanno lo stato di osservatori.

Bibliografia

K. Carstens, Das Recht des Europarates, Berlino, 1956; M. Sierra Nava, En Consejo de Europa, Madrid, 1957; A. H. Robertson, The Council of Europe, Its Structure, Function and Achievements, Londra, 1961; R. Monaco, Lezioni di organizzazione internazionale, vol. II, Torino, 1968; Autori Vari, Manuale del Consiglio d'Europa, Roma, 1982.