comune in provincia di Cremona (39 km), 79 m s.m., 34,63 km², 32.981 ab. (cremaci), patrono: san Pantaleone di Nicomedia (10 giugno).

Generalità

Cittadina ubicata sulla riva destra del fiume Serio. L'abitato si compone di un nucleo centrale più antico, corrispondente all'area interna alla cerchia muraria veneta (1488), con strade strette convergenti sulla piazza del Duomo e palazzi signorili che ricordano l'importanza della cittadina in epoca storica. Oltre la cerchia dei bastioni, in parte abbattuti nell'Ottocento per far posto ad ampi viali, si stendono i quartieri più recenti. È sede vescovile.

Storia

Le origini della città sono incerte: sorse probabilmente in epoca tardoimperiale con due nuclei dalle distinte funzioni militari e civili. Sede di un castello nell'alto Medioevo, fu alleata di Milano e venne assediata e distrutta da Federico Barbarossa nel 1160. Ricostruita nel 1185, fu ceduta a Cremona da Enrico VI. Diventata comune, tra i sec. XIII e XIV conobbe la lotta tra le fazioni, ma anche un rapido sviluppo demografico ed economico, che continuò dopo il 1335 sotto la signoria dei Visconti. Tra il 1403 e il 1423 passò per breve tempo ai Benzoni, quindi tornò al Ducato di Milano. Nel 1449 si diede alla Repubblica di Venezia, sotto il cui governo rimase fino al 1797 (tranne la breve parentesi francese del 1509-12). Aggregata alla Repubblica Cisalpina in epoca napoleonica, fu inclusa nel Lombardo-Veneto con la restaurazione (1815) e nel 1859 entrò a far parte del Regno di Sardegna.

Arte

Il duomo, eretto tra il 1284 e il 1341, è un tipico esempio di architettura gotico-lombarda. Presenta un'alta facciata a capanna in laterizio, ornata da bifore, con archetti intrecciati, sottili semicolonne, un rosone marmoreo e un bel portale. Nell'interno a tre navate, trasformato nel sec. XVIII e riportato alle forme originarie nella seconda metà del Novecento, sono custodite numerose tele cinque-secentesche. Di fronte è il Palazzo Comunale (1525), sorretto da un portico in stile bramantesco. Il Torrazzo, ultimato nel sec. XVII, interrompe i portici con doppio ordine di finestre. Sul lato N della piazza è il Palazzo Pretorio, rifatto nel 1552-55 e successivamente rimaneggiato. Capolavoro del barocco cremasco è la chiesa della Santissima Trinità, a due facciate, conclusa nel 1739. Fuori dalle antiche mura medievali si trova il santuario di Santa Maria della Croce, di G. Battagio (1490-93), che nella pianta a croce greca (corpo cilindrico con quattro cappelle sui fianchi, dotate di cupola) ripete gli schemi cari a Leonardo e a Bramante. Numerose sono le dimore signorili, tra cui il secentesco palazzo Benzoni, il palazzo Arrigoni Albergoni (sec. XVIII) e soprattutto l'incompiuto palazzo Terni Bondenti (1698-1737), che conserva notevoli tele e affreschi. Il Museo Civico di Crema e del Cremasco presenta una sezione archeologica, una dedicata alla storia e all'etnografia del territorio e la pinacoteca.

Economia

Posta all'incrocio di importanti vie di comunicazione, Crema è attivo mercato agricolo e sede di industrie, operanti soprattutto nei settori siderurgico, meccanico, elettrotecnico, chimico, alimentare e dell'abbigliamento. Le attività terziarie vivono un periodo di decisa espansione e sono orientate ai servizi bancari e informatici e alle attività legate al turismo. È variegata la produzione ortofrutticola ed è diffusa la coltivazione di foraggi. Si pratica l'allevamento (bovini, suini e pollame), mentre l'artigianato è ancora attivo, ma con una produzione ridotta, in poche e tradizionali fabbriche di organi e campane.

Curiosità

Nel corso dell'anno si tiene Rock'akrema, rassegna di gruppi rock del Cremasco; il Gran Carnevale Cremasco è una manifestazione molto seguita, con sfilata di carri allegorici, maschere e gruppi folcloristici. La città ha dato i natali al compositore Francesco Cavalli (1602-1676).

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