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Cremóna (città)

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capoluogo della provincia omonima, 45 m s.m., 70,39 km², 71.998 ab. secondo una stima del 2007 (cremonesi), patrono: sant’ Omobono (13 novembre).

Generalità

Città della Lombardia sudorientale, situata sulla sponda sinistra del Po, alla convergenza di importanti direttrici di traffico stradali e fluviali della Pianura Padana. L'abitato conserva nella struttura della rete viaria la planimetria a scacchiera del primitivo abitato romano e quella della città medievale racchiusa, fino all'inizio del sec. XIX, entro il perimetro ovoidale dei bastioni di difesa, di cui restano poche testimonianze. È sede vescovile.

Storia

Colonia romana (218 a. C.), dopo essere stata un importante centro dei Galli Cenomani, fu notevolmente favorita nel suo sviluppo dalla posizione geografica che, già nell'antichità, ne fece un rilevante nodo stradale e fluviale. Eretta a municipio nel 90 a. C., nel 69 sostenne le truppe di Vitellio, ma venne punita con la distruzione da Vespasiano che, in seguito, ne ordinò la riedificazione. Subì numerose invasioni barbariche nei primi anni del sec. V, tra cui quella dei Longobardi di Agilulfo, che la distrussero parzialmente. Comune autonomo dal 1098, parteggiò per i ghibellini e combatté lungamente Milano e Crema sconfiggendole al fianco di Federico Barbarossa (contro il quale poi si ribellò aderendo alla Lega Lombarda). Nel 1148, sotto il papa Eugenio III, la città fu sede del concilio in cui furono promulgati i decreti sulla riforma dei costumi del clero. Dopo il governo del ghibellino Uberto Pallavicino (1249-66) passò ai Cavalcabò con la battaglia di Benevento (1266) e fu sottomessa a Enrico VII; ritornata ai Cavalcabò (1312 e 1403), fu dei Visconti (1334), di Cabrino Fondulo (1406) e ancora dei Visconti, restando nel Ducato di Milano fino al 1499. Con la Pace di Cremona, conclusa nel 1441 da Firenze, Venezia e Milano, Genova si affrancava dai Visconti, mentre il Casentino passava a Firenze e Ravenna ai veneziani. Nel 1483 vi si tenne la dieta di Cremona, in cui si riunirono il re di Napoli, il duca di Milano, Firenze, i duchi di Urbino e di Ferrara e il marchese di Mantova per decidere la questione del possesso di Ferrara. Tenuta dai veneziani fino al 1509, la città fu occupata da Carlo V (1525) e fu sotto gli spagnoli fino al 1702 e sotto gli austriaci fino al 1859, eccetto il periodo dell'occupazione francese (1796-1814) e quello assai più breve del marzo 1848, quando i suoi abitanti, in rivolta, allontanarono le truppe austriache.

Arte

Il duomo, tra i più insigni monumenti romanici della Lombardia, fu eretto nel sec. XII, ma ingloba notevoli tracce delle successive elaborazioni gotiche, rinascimentali e barocche; la facciata principale (sec. XIII) venne soprelevata e ampliata nei sec. XV-XVI e, all'interno, sono pregevoli affreschi rinascimentali del Boccaccino, del Romanino e del Pordenone. La torre campanaria, nota con il nome di Torrazzo e unita al duomo dal rinascimentale portico della Bertazzola, fu iniziata nella seconda metà del sec. XIII e ultimata agli inizi del sec. XIV con una cuspide marmorea. Sempre accanto al duomo sorge il battistero (sec. XII), costruzione ottagonale ornata da un'agile loggia, con alcuni lati rivestiti in marmo (sec. XVI). Una delle più felici espressioni dell'architettura civile gotico-lombarda è la Loggia dei Militi (1292). Il Palazzo del Comune (1202-46) deve il suo aspetto attuale a numerose ristrutturazioni. La chiesa di San Michele è romanica (opere di B. Campi e B. Bembo), mentre la chiesa di Sant'Agostino ha la facciata gotica e all'interno (sec. XVI) conserva pale d'altare del Perugino (1494), del Malosso e del Chiaveghino e la cappella Cavalcabò, interamente affrescata da B. Bembo e da suoi allievi (sec. XV). La chiesa di San Sigismondo, ricostruita nel 1463, ha l'interno rivestito di affreschi rinascimentali di C. Boccaccino e dei Campi. Di grande interesse è la chiesa di San Pietro al Po (sec. XI, più volte rimaneggiata), con opere di B. Bembo, dei Campi e del Malosso. Numerose le residenze signorili, tra cui i palazzi Fodri, Stanga (sec. XV) e Affaitati (sec. XVI). Il Teatro Ponchielli, eretto su progetto del Canonica all'inizio dell'Ottocento e ripristinato dal Voghera (1824) dopo un incendio, fu rinnovato nel 1930.

Musei

Il Museo Civico “Ala Ponzone” e il Museo Stradivariano sono allestiti nel palazzo Affaitati: il primo conserva una ricca raccolta di dipinti cremonesi del Cinquecento, terrecotte quattrocentesche, incisioni e medaglie; il secondo custodisce forme in legno, modelli in carta e attrezzi vari del grande liutaio cremonese e numerosi strumenti ad arco e a pizzico dei sec. XVII-XX. Notevoli sono anche la Collezione dei Violini di Palazzo Comunale (con strumenti di A. Stradivari e A. Amati, quest'ultimo creatore del violino moderno) e il Museo di Storia Naturale. Tra gli istituti culturali vi sono la Biblioteca Governativa e Civica, con una rilevante sezione di musicologia e paleografia e la Scuola Internazionale di Liuteria (per la formazione di tecnici e artigiani nella tradizione della scuola cremonese), che ha sede nel rinascimentale palazzo Raimondi (1496) insieme al Museo Organologico-Didattico. La cascina “Il Cambonino” (complesso di edifici rustici dei sec. XVI-XX) è adibita a Museo della Civiltà Contadina della Valpadana.

Economia

Pur conservando la sua caratteristica funzione commerciale (prodotti agricoli e zootecnici), la città ha sviluppato un fiorente comparto industriale, attivo nei settori alimentare (salumi, latticini, dolciumi, prodotti da forno e la tradizionale produzione di mostarde e torroni), metalmeccanico (fusione, carpenterie, serramenti e macchine agricole e utensili), cartotecnico, tessile (filati, abbigliamento e maglierie), chimico (gas industriali), vetrario, petrolchimico, grafico-editoriale, dei materiali da costruzione, degli strumenti musicali (la sua liuteria è famosa in tutto il mondo) e della lavorazione del legno e delle materie plastiche. In grandi aziende specializzate e meccanizzate si producono frumento, granoturco, orzo, girasole, colza, soia, foraggi, la tradizionale barbabietola da zucchero e, inoltre, pomodori e ortaggi per l'industria conserviera. Di minore importanza è la produzione vitivinicola, mentre di assoluto rilievo è il settore zootecnico (suini e bovini), legato all'industria lattiero-casearia, con una notevole produzione di latte e formaggi DOP (grana padano e provolone). Sviluppato centro commerciale e del terziario avanzato, ha numerosi depositi logistici. È il più importante porto fluviale d'Italia, dotato di strutture fisse e mobili, banchine, depositi e sistema intermodale, ed è interessato da un intenso traffico commerciale e turistico.

Curiosità

In ottobre si svolge la Fiera Internazionale del Bovino da latte collegata ai Saloni della zootecnia, della salute animale, dell'agricoltura biologica e al Salone europeo del prodotto alimentare garantito. Tra le manifestazioni culturali si segnalano, in primavera, il Festival “Claudio Monteverdi”, dedicato al repertorio vocale barocco; a settembre CremonAntiquaria; a ottobre MondoMusica, salone degli strumenti musicali e degli accessori per la liuteria e, a novembre, la Festa del Torrone. Ogni tre anni si svolge il Concorso Internazionale di Liuteria “Antonio Stradivari”. La città diede i natali al musicista Claudio Monteverdi (1567-1643), al liutaio Antonio Stradivari (1643 ca.-1737), al politico Leonida Bissolati Bergamaschi (1857-1920) e all'attore Ugo Tognazzi (1922-1990).

Bibliografia

M. Levi, Vecchia Cremona, Cremona, 1956; A. Puerari, Il Duomo di Cremona, Milano, 1972; idem, Il Museo civico di Cremona, Cremona, 1976; G. Denti, Storia di Cremona, Cremona, 1985; G. Balistrocchi, Conoscere Cremona, Cremona, 1986.