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Crescentino

comune in provincia di Vercelli (31 km), 154 m s.m., 48,28 km², 7573 ab. (crescentinesi), patrono: Maria Santissima Assunta (15 agosto).

Centro della pianura irrigua, presso la riva sinistra del Po. Possesso dei vescovi di Vercelli nell'alto Medioevo, nel sec. X fu distrutto da una piena del Po e ricostruito. Borgo franco dal 1242, fu libero comune fino al 1315, quando si diede a Riccardo Tizzone, della cui famiglia rimase feudo per circa due secoli; alla sua estinzione passò ai Savoia. Nel 1762 gli fu riconosciuto il titolo di città.§ Il settecentesco oratorio di San Bernardino custodisce un dipinto del vercellese Bartolomeo Caravoglia (1688), mentre la parrocchiale della Beata Vergine Assunta, anch'essa del sec. XVIII, possiede opere del Moncalvo (sec. XVII) e una pala del Beaumont (sec. XVIII). Nel paese è la Torre civica (sec. XIV). Fuori dall'abitato è il santuario tardobarocco (inizio sec. XVIII) della Madonna del Palazzo.§ L'economia si basa sull'industria, attiva nei settori alimentare, calzaturiero, metallurgico (ghisa), metalmeccanico, cartario (imballaggi ed etichette), dei materiali da costruzione e della lavorazione del legno. L'agricoltura (riso e frumento), la pioppicoltura e l'allevamento bovino e suino completano il quadro economico.

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