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Crimèa

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(Krym). Repubblica autonoma dell'Ucraina meridionale, 26.100 km², 1.972.507 ab. (stima 2006), 76 ab./km², capoluogo Simferopol'. Confini: Kherson (N), Mar d'Azov (E), Mar Nero (S, W).

Generalità

Unita al continente mediante l'istmo di Perekop, la penisola si protende tra il Mar Nero e il Mar d'Azov, mentre a E lo stretto di Kerč la separa dalla penisola di Taman; piana a N e al centro, si innalza bruscamente a SE nella catena dei monti omonimi (o monti Jaila). Il clima è arido e freddo a N e a E (steppe) e mite sulla cimosa costiera meridionale, dove sono situate frequentate stazioni climatiche (Yalta, Feodosija) e dove prosperano piante e colture tipicamente mediterranee. Risorse economiche degli abitanti (Russi 58,5%, Ucraini 24,4%, Tatari 12,1%) sono l'agricoltura (vite, cotone, tabacco, frutta e ortaggi lungo le coste; cereali e girasole nell'interno), l'allevamento (bovini, ovini), la pesca e lo sfruttamento del sottosuolo (ferro a Kerč; gas naturale a Glebovka, con gasdotto sino a Sebastopoli); le industrie sono attive nei settori chimico (Saki, Krasnoperekopsk), metallurgico (Simferopol'), meccanico e alimentare. Centri importanti, oltre al capoluogo, sono Sebastopoli e Kerč. Un canale di irrigazione lungo ca. 400 km, completato alla metà degli anni Settanta e alimentato dal fiume Dnepr, raggiunge la penisola e ne attraversa l'intera sezione settentrionale, favorendovi la modernizzazione colturale e, quindi, lo sviluppo socio-economico. In Crimèa venne anche realizzata la prima centrale sovietica a energia solare (con potenza di 200 MW).

Storia

Sin dall'antichità la Crimèa, rifugio di stirpi minacciate da nomadi invasori, si prestò ad accogliere i naviganti che provenivano da ogni punto del Mar Nero. Vi s'insediarono Cimmeri, Sciti, Sarmati, Goti, Unni, Chazary, Variaghi, Russi, Cumani, Turchi, Mongoli. Dal sec. XIII prese il nome tataro di Qirim (fossa). Nel periodo dell'Orda d'Oro (sec. XIII-XV) fu centro di commerci per i Veneziani e soprattutto per i Genovesi. Nel sec. XV i Tatari di Crimèa vi fondarono un importante regno o khānato con Bachčisaraj per capitale, ma, alla fine del secolo, fattisi ormai agricoltori sedentari, essi dovettero subire il dominio turco; ciononostante continuarono sino al sec. XVIII i loro attacchi contro Polacchi e Russi. Ma l'interesse della Russia per la Crimèa cresceva; dal 1783 essa fu annessa all'Impero moscovita che ne curò lo sviluppo economico e demografico. Teatro di grandi eventi bellici tra il 1854 e il 1856 (guerra di Crimea) e più tardi al tempo della Rivoluzione russa, nel 1921 divenne repubblica autonoma nell'ambito dell'URSS. Occupata dai Tedeschi durante la seconda guerra mondiale, alla fine del conflitto tornò all'URSS nell'ambito della Repubblica Russa. Nel 1954, per volere di Chruščëv, fu trasferita all'Ucraina. La disgregazione dell'Unione Sovietica nel 1991 riaccendeva le rivendicazioni russe sulla Crimèa, che, dal canto suo, proclamava unilateralmente la propria indipendenza. Nel 1992, tuttavia, l'Ucraina ne riconosceva l'autonomia amministrativa, senza però riuscire a soffocarne completamente le istanze separatiste. La situazione migliorò con l'approvazione, nel 1995, di una nuova Costituzione in Ucraina, nella quale si riconosceva alla Crimèa lo status di Repubblica autonoma. Fonte di instabilità politica e sociale per la Crimèa sono le rivendicazioni di autonomia territoriale della minoranza tatara. Questa popolazione, in misura molto più consistente rispetto a quella attuale, ha abitato la Crimèa fino a quando fu costretta ad abbandonarla nel 1944, poiché accusata di aver accolto favorevolmente gli invasori nazisti. Soltanto dopo l'indipendenza dell'Ucraina (1991), il suo ritorno è stato ufficialmente consentito, anche per tentare di contrastare la schiacciante maggioranza russa, e le è stato concesso di riappropriarsi delle terre che era stata costretta a lasciare. Il numero dei Tatari residenti in Crimèa, che nel 1989 ammontava a ca. 40.000 unità (1,5% della popolazione), è aumentato fino a 250.000 grazie alla politica di accoglienza del governo ucraino, che ha suscitato, però, delle proteste da parte delle altre popolazioni (Ucraini e Russi) e ha provocato significativi problemi, connessi soprattutto alle difficoltà del reperimento degli alloggi e del reinserimento nel mondo del lavoro. Nel 2014 veniva indetto un referendum sull'annessione alla Russia con un risultato schiacciante in favore della politica filorussa. Dopo l'autoproclamazione dell'indipendenza, la Crimèa, il 18 marzo del 2014 veniva annessa alla Federazione Russa.