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Cromwell, Oliver

statista inglese (Huntingdon 1599-Londra 1658). Gentiluomo della contea di Huntingdon, dopo un periodo giovanile di dubbi religiosi, abbracciò con assoluta e quasi fanatica dedizione i motivi religiosi e politici della causa puritana. Eletto al Parlamento per la prima volta nel 1628, quando Carlo I convocò il Parlamento per ottenere fondi allo scopo di muovere guerra agli Scozzesi (1640), fu eletto come rappresentante di Cambridge; sciolto ben presto questo Parlamento (“Breve Parlamento”), fu nuovamente eletto per Cambridge nel successivo “Lungo Parlamento” (Rump Parliament), convocato pochi mesi dopo. Divenuto uno dei leader puritani, fu molto attivo nel condannare l'episcopato e nel sostenere misure di difesa per l'Inghilterra e l'Irlanda, che portarono all'organizzazione di un esercito del Parlamento in opposizione al re. Reclutato personalmente un plotone di cavalleria di volontari, prese parte alla prima importante battaglia della guerra civile a Edge Hill (ottobre 1642) in unione all'esercito del Parlamento comandato dal conte di Essex, Robert Devereux. In seguito Cromwell ebbe cura di reclutare uomini decisi a combattere per la causa e, instaurata una disciplina rigorosissima, ebbe larga parte, come comandante in seconda, nel successo dell'esercito del Parlamento, comandato da lord Manchester, contro le truppe realiste nel 1644 (battaglia di Marston Moor) . L'anno dopo, nominato comandante della cavalleria, con sir Thomas Fairfax comandante in capo, ottenne su Carlo I la decisiva vittoria di Naseby (14 giugno 1645). Oppostosi alla maggioranza del Parlamento che ora desiderava lo scioglimento immediato dell'esercito parlamentare, per evitare l'arresto, Cromwell lasciò Londra (3 giugno 1647), dove ritornò (inizio di agosto) alla testa del suo esercito. Poiché le trattative con il re non lasciavano intravedere vie d'uscita accettabili, Cromwell convinse il Parlamento a interrompere i negoziati e a impegnarsi a governare senza re. Le due parti furono così di nuovo in guerra (II guerra civile, 1648) e Cromwell ebbe parte preponderante nel decidere di portare il sovrano in giudizio: quando durante la campagna militare vide che il Parlamento aveva ripreso le trattative col re (Trattato di Newport) approvò l'operato di Fairfax, che aveva portato all'espulsione di ca. 140 membri dei 200 del Parlamento (“Purga di Pride”, 6 dicembre 1648) e, dopo che i rimanenti membri ebbero insediato la corte per processare il re, fu il più attivo nell'assicurare le loro firme per l'ordine di esecuzione della condanna a morte (30 gennaio 1649). La posizione di Cromwell era ormai assolutamente predominante e il Consiglio di Guerra dell'esercito lo inviò come comandante in capo in Irlanda, dove diede prova di spietata intransigenza (particolarmente terribile fu la sorte dei 2500 difensori di Drogheda, passati per le armi). Nominato poi comandante in capo per la guerra contro la Scozia, riportò sui realisti le vittorie di Dunbar (1650) e di Worcester (1651): la Scozia fu unita all'Inghilterra e, come l'Irlanda, ebbe la sua rappresentanza in Parlamento. Tornato in Inghilterra Cromwell sciolse con la forza ciò che restava del “Lungo Parlamento” e ne convocò uno nuovo (Barebone's Parliament), ma quell'assemblea produsse un tale disorientamento che una parte dei suoi membri volontariamente e gli altri sotto la minaccia dell'esercito rassegnarono il proprio potere a Cromwell. Pochi giorni dopo (16 dicembre 1653) fu insediato come lord Protettore dal Consiglio degli Ufficiali in base a un documento (Instrument of Government) che è la prima Costituzione scritta della storia inglese. Essa separava il potere esecutivo, affidato al lord Protettore, assistito e controllato da un Consiglio di Stato, dal potere legislativo, affidato al Parlamento e i cui atti divenivano legge senza l'assenso del lord Protettore, purché non contrari alla Costituzione. Ma Cromwell per 10 mesi non convocò un altro Parlamento e le sue ordinanze in questo periodo, essendo virtualmente un dittatore, costituiscono la parte principale della sua attività costruttiva all'interno: compì l'unione legale dei tre regni d'Inghilterra, Scozia e Irlanda, riordinò l'amministrazione della giustizia, riorganizzò la Chiesa e dette impulso al commercio. La sua politica estera fu all'inizio ostacolata dalla generale ostilità in Europa per una repubblica regicida; tuttavia Cromwell stipulò la pace con l'Olanda (aprile 1654), obbligandola a riconoscere il Navigation Act del 1651 e concluse trattati con Svezia, Danimarca e Portogallo. La cooperazione diplomatica con Mazarino lo portò a stipulare un trattato di commercio anglo-francese (ottobre 1655), però contenente già anche clausole politiche; contemporaneamente mosse guerra alla Spagna. Conclusa un'alleanza militare con la Francia (23 marzo 1657), inviò 6000 soldati a combattere agli ordini del Turenne nelle Fiandre. Intanto il suo ammiraglio Robert Blake distruggeva la flotta spagnola a Santa Cruz (20 aprile 1657). Dopo che l'esercito anglo-francese ebbe sconfitto le forze spagnole, rinforzate dai realisti inglesi, nella battaglia di Dunes (giugno 1658), l'Inghilterra guadagnò, in base al trattato di alleanza, Dunkerque, e Cromwell raggiunse l'apice del successo in politica estera. All'interno tuttavia non mancarono gli scontenti sia tra i realisti sia tra coloro che avversavano il suo governo dispotico e uno degli ultimi atti della sua intensa vita politica fu lo scioglimento del Parlamento (1658), che gli era divenuto ostile.

H. R. Williamson, Charles and Cromwell, Londra, 1946; C. H. Firth, Oliver Cromwell and the Rule of the Puritans in England, Londra, 1953; M. P. Ashley, The Greatness of Oliver Cromwell, Londra, 1957; E. Momigliano, Cromwell, Milano, 1958; P. Young, Oliver Cromwell and his Times, Londra, 1962; L. Stone, La crisi dell'aristocrazia. L'Inghilterra da Elisabetta a Cromwell, Torino, 1972; A. Stern, Cromwell, Ponzano Magra, 1991.