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Cultural Studies

scuola e corrente sociologica indirizzata allo studio dei fenomeni sociali e culturali contemporanei secondo una prospettiva critica. I Cultural Studies sono infatti caratterizzati da una profonda vocazione “politica”, che porta a indagare da vicino il rapporto fra potere e cultura e a considerare la cultura stessa non solo un campo di analisi ma anche il luogo dove operare criticamente e politicamente. Dal punto di vista metodologico, i Cultural Studies rifiutano un'identità disciplinare precisa e un approccio univoco, preferendo aprirsi, in fase di analisi, a letture articolate di tipo insieme estetico, economico, storico-politico, in una sorta di “bricolage” metodologico dove possono incontrarsi e combinarsi diverse strategie d'indagine. I Cultural Studies sono quindi caratterizzati da una forte vocazione alla multidisciplinarietà. Storicamente, nascono in Gran Bretagna, con la fondazione nel 1964 del Centre for Contemporary Cultural Studies (CCCS) presso l'Università di Birmingham, diretto da Richard Hoggart. Dal 1969, e per il decennio successivo, il CCCS vene diretto da Stuart Hall, forse l'esponente di maggior spicco internazionale della scuola. Dalla Gran Bretagna, i Cultural Studies si sono poi diffusi in diversi Paesi, soprattutto negli Stati Uniti e in Australia, assumendo di volta in volta caratteristiche metodologiche e finalità diverse a seconda dei vari contesti nazionali e culturali. Inizialmente il gruppo si caratterizzò per la critica alla tradizione umanistica universitaria, accusata di promuovere un tipo di cultura fruibile solo da un ristretto numero di eletti, poi ha spostato la propria attenzione a tematiche diverse, concentrandosi nel corso degli anni a studiare principalmente i subcultural groups, primo fra tutti l'universo dei giovani, le loro mode e i loro stili di vita, soprattutto in conflitto con la cultura ufficiale; i mass media e il loro ruolo ideologico e poi il multiculturalismo, il rapporto tra “locale” e “globale” e in generale la condizione postmoderna.