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Curili (arcipelago)

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Generalità

(russo, Kuril'skije Ostrova; giapponese, Chishima, "mille isole"). Arcipelago "La cartina geografica dell’arcipelago è a pag. 497 del 7° volume." (15.600 km²) che si allunga per oltre 1200 km tra la penisola di Kamčatka (Russia) e l'isola giapponese di Hokkaidō, limitando il Mar di Ohotsk dall'oceano Pacifico. "Per la cartina geografica vedi il lemma del 7° volume." Amministrativamente compreso nella provincia di Sahalin (Russia), consta di 332 isole maggiori (le principali sono Šumšu, Paramušir, Onekotan, Simušir, Urup, Iturup, Kunašir) e alcuni isolotti, di origine vulcanica; i vulcani sono un centinaio, di cui 38 attivi, come l'Alaid (2339 m), il più elevato dell'arcipelago. Gli abitanti sono per lo più dediti alla pesca e allo sfruttamento forestale. Centri principali sono Severo-Kurilsk, su Paramušir; Kurilsk, su Iturup; Južno-Kurilsk, su Kunašir.

Storia

Scoperto nel 1634 dall'olandese Martin de Vries, popolato dai giapponesi e, nel 1711, anche dai russi, i quali lungamente se ne contesero il possesso, l'arcipelago fu annesso al Giappone nel 1875. Fu assegnato all'URSS nel 1945, ma i giapponesi hanno continuato a rivendicarne le isole più meridionali, occupate dai sovietici alla fine della seconda guerra mondiale. Dopo alcuni segnali di distensione (ritiro di parte degli effettivi militari sovietici nell'ottobre 1991), compiutasi la disgregazione dell'URSS, il governo russo si è dichiarato disposto a risolvere il contenzioso territoriale con il Giappone: il primo passo in tal senso è stato il riconoscimento, da parte della Russia, del trattato stipulato tra i due Paesi nel 1855 (Trattato di Shimoda), che stabiliva i confini russo-giapponesi attraverso le Curili.