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D'Adda

antica famiglia milanese di parte ghibellina, originaria della Brianza. Salita a grande fortuna con i traffici e le imprese bancarie, ebbe la signoria di Pandino e di Cassano, di Turbigo e di Olginate e successivamente, con Ambrogio, il titolo marchionale (1615). Tra i suoi membri: Ferdinando (m. 1567) fu ambasciatore di Francesco Sforza a Londra e a Venezia, rettore dell'Università di Padova e grande epigrafista; Costanzo (m. 1575) combatté in Germania al servizio di Carlo V; Ferdinando (Milano 1649-Roma 1719), nunzio apostolico in Inghilterra (1687-88); Febo (1771-1836), allievo di G. Parini, fu consigliere di Stato e vicepresidente del governo di Lombardia dopo l'occupazione austriaca; Camillo (Milano ca. 1803-1860), del ramo di Salvaterra, carbonaro, fu arrestato a Napoli (1831), tenuto prigioniero a Milano per tre anni e deportato; partecipò alle Cinque giornate di Milano; Girolamo (Milano 1815-1881), bibliofilo e cultore di storia dell'arte, lasciò numerosi scritti, tra cui Leonardo da Vinci e la sua libreria (1873), Indagini storiche sulla libreria viscontea-sforzesca del castello di Pavia (1875-79); Carlo (Milano 1816-1900) fu inviato a Torino come rappresentante del governo provvisorio di Milano (1848); dopo il 1859 venne nominato governatore della provincia di Torino e poi senatore.