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Déry, Tibor

narratore e poeta ungherese (Budapest 1894-1977). Esordì nel 1917 sulla rivista Nyugat (Occidente) con un romanzo erotico, Lia. Nel 1919 entrò nel partito comunista; costretto a emigrare dopo la caduta di B. Kun, restò a lungo all'estero. La sua prima attività letteraria si svolse sotto il segno dell'espressionismo e del surrealismo. Il suo secondo periodo creativo è caratterizzato contenutisticamente da un sincero impegno socialista e tecnicamente dalla tentata fusione di stilemi manniani e proustiani col realismo socialista. In questo periodo Déry subisce gli attacchi del teorico del partito Révai, le censure di Lukács, e, più tardi, la prigione inflittagli nel quadro della repressione dell'insurrezione ungherese del 1956. Nelle sue opere, Déry ha registrato il travaglio del mondo ungherese nel periodo post-bellico. Tra esse ricordiamo: La frase incompiuta (1947), La risposta (1950-52), I miei ricordi dall'inferno (1955), Niki, storia di un cane (1956), che rende l'atmosfera allucinante dell'era staliniana, La resa dei conti (1963), Il signor A. G. nella città di X (1964), romanzo utopistico che segna un ritorno di Déry al surrealismo, Lo scomunicatore (1966), Reportage immaginario da un festival pop americano (1971), Caro beau-père (1973), storia autobiografica di un amore senile, L'uomo dall'orecchio mozzato (1975), L'assassino e io (1977).

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