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DOC

sigla con cui si identificano i vini che avevano ottenuto il riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata (istituita con il DPR 930 del 12 luglio 1963), prima dell'approvazione, a marzo 2010, del decreto di riforma della legge 10 febbraio 1992, n. 164. Per ogni vino DOC il disciplinare stabiliva i limiti esatti della zona geografica da cui potevano provenire le uve, le caratteristiche dei terreni dei vigneti, le tecniche di coltivazione delle viti, i vitigni che potevano essere impiegati e le relative percentuali, la resa massima di uva, la resa di uva in vino, l'acidità, l'estratto secco. Definiva inoltre la gradazione alcolica minima, la possibilità e relativa regolamentazione della vinificazione e dell'imbottigliamento al di fuori della zona di origine, la tecnica e i tempi di invecchiamento, le pratiche particolari cui poteva o doveva essere sottoposto il vino (appassimento delle uve, arricchimento o taglio con vini di diversa annata o provenienza), le caratteristiche organolettiche che doveva presentare all'atto della commercializzazione, le eventuali qualificazioni (classico, riserva), tipologie (spumante, liquoroso) e regolamentazioni per l'utilizzo. Il decreto di riforma della legge del 1992 per la tutela delle DOC e IGT (Indicazione Geografica Tipica) dei vini, ha rinnovato il quadro normativo del settore vitivinicolo. Nel provvedimento viene eliminata la categoria “vino da tavola” e sigla “VQPRD” (Vini di Qualità Prodotti in Regioni Determinate). Sono istituite due categorie: “vini senza indicazione geografica” e “vini con indicazione geografica”. I vini “VQPRD” sono denominati vini con indicazione geografica passando quindi nella classificazione europea da DOCG/DOC a DOP e da IGT a IGP; sulle etichette le sigle DOCG, DOC e IGT non scompaiono dal momento che per l'Italia è ancora valida la classificazione della piramide dei vini. Possono coesistere le DOCG e DOP, DOC e DOP, IGT e IGP. I vini DOCG e DOC (a esclusione dei vini liquorosi, spumanti e frizzanti) devono obbligatoriamente riportare in etichetta l'annata di produzione delle uve. Viene lasciata la libertà ai Consorzi DOC di utilizzare i contrassegni di Stato oppure evidenziare il numero di lotto.

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