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Dagestan

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(Dagestanskaja Respublika). Repubblica autonoma della Russia sudoccidentale, 50.300 km², 2.640.984 ab. (stima 2006), 53 ab./km², capoluogo: Mahačkala. Confini: Repubblica dei Calmucchi (N), Territorio di Stavropol (NW), Cecenia (W); mar Caspio (E), Azerbaigian (S), Georgia (SW).

Generalità

Il territorio, compreso tra i fiumi Kuma e Samur, è pianeggiante a N (Steppa di Nogaj) e montuoso a S, dove è interessato dai rilievi del Grande Caucaso (monte Bazardjuzi, 4466 m); il Dagestan conta 400 km di costa sul mar Caspio (E) ed è solcato da numerosi fiumi, tra cui il Terek e il Sulak. Il clima è caldo e asciutto d'estate ma ha inverni molto rigidi, specialmente in montagna. La popolazione è etnicamente molto diversificata, con popolazioni di origine caucasica, turca, iranica, mongola, indoeuropea, e un mosaico di lingue differenti. I gruppi più importanti sono quelli degli àvari, dei darghini, dei cumucchi, dei lak e dei lesghi. L'islam è la religione più diffusa (94%).

Economia

Il Dagestan è la regione meno urbanizzata del Caucaso. Principali risorse economiche sono l'agricoltura (cereali, semi oleosi, frutta, vite), l'allevamento (ovini, bovini), la pesca, lo sfruttamento forestale e del sottosuolo (petrolio a Južno-Suhokumsk, gas naturale presso le coste del Caspio, materiali da costruzione). Le industrie (energia, metalmeccanica, carburanti, alimentari) sono concentrate nel capoluogo (punto terminale di un oleodotto) e nelle città di Derbent, Bujnaksk, Hasavjurt e Kizljar. La situazione economica, gravemente dissestata anche nel periodo sovietico, è ulteriormente peggiorata dopo il 1991 per il permanere di gravi tensioni politiche e per la corruzione dilagante negli apparati amministrativi locali.

Storia

Per la sua posizione strategica di passaggio tra le pianure russe e l'Iran, la regione è stata sempre contesa tra diversi imperi (prima romani e parti, poi arabi, bizantini e persiani, quindi mongoli, turchi, ancora persiani e infine russi). Nel 1865 il Dagestan fu annesso all'Impero russo. Nel 1921 divenne una repubblica autonoma in seno all'URSS. Da sempre, ma in particolare dopo il 1991, la vita politica è resa complicata dai difficili rapporti tra i numerosi gruppi etnici, alcuni dei quali rivendicano una maggiore autonomia o addirittura l'indipendenza. È questo il caso dei cumucchi (230.000 unità), dei lak (100.000 unità) e dei lesghi (324.000 unità), questi ultimi per giunta divisi tra i territori del Dagestan e dell'Azerbaigian e desiderosi di riunificarsi. Una grave perturbazione nella società è infine venuta dal prolungarsi del conflitto nella confinante Repubblica dei Ceceni: i popoli del Dagestan hanno visto il proprio territorio trasformato in una base per le operazioni belliche e contemporaneamente in un rifugio per decine di migliaia di sfollati ceceni; una situazione che ha alimentato la crescita dell'estremismo islamico e del terrorismo.