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Dahrendorf, lord Ralf

filosofo, sociologo e politologo tedesco (Amburgo 1929-Colonia 2009). Dal 1957 al 1968 ha insegnato sociologia nelle università di Amburgo, Tubinga e Costanza; nel 1957-1958 è stato membro del Center for Advanced Study in Behavioral Sciences a Palo Alto (California) e nel 1960 ha tenuto lezioni come visiting professor alla Columbia University. Nel 1974 è stato chiamato a sostituire K. Popper alla direzione della prestigiosa London School of Economics, carica che ha tenuto fino al 1983, anno in cui gli è succeduto A. Giddens. È rettore del St. Anthony's College di Oxford. Politico di idee liberal, fu eletto al Parlamento della Repubblica Federale Tedesca e nel 1968 entrò a far parte del primo governo di Willy Brandt. Dal 1969 al 1970 è stato anche membro del Parlamento Europeo e, dal 1970 al 1974, della Commissione delle Comunità europee. Nominato Lord d'Inghilterra nel 1993, nel 2002 è stato nominato Cavaliere di Gran Croce, la massima onorificenza della Repubblica italiana. Critico del marxismo dogmatico, Dahrendorf ridimensiona drasticamente l'importanza della lotta di classe come conflitto fra soggetti collettivi definiti dal possesso o meno dei mezzi di produzione. Anzi, la classe – nel senso di K. Marx o in quello, più restrittivo, di M. Weber – gli sembra come uno dei numerosi possibili gruppi d'interesse attivi in una società complessa. Il conflitto è perciò descritto principalmente da Dahrendorf come competizione fra gruppi sociali per la conquista di porzioni di quella merce scarsa e distribuita in modo disarmonico che è l'autorità. La relazione fra comando e obbedienza si rivelerebbe perciò assai più forte e decisiva nel produrre gerarchie e diseguaglianze di quella legata al possesso economico delle risorse. In questo senso, se si è differenziato criticamente dal marxismo e dal conflittualismo radicale di parte della sociologia europea postbellica, Dahrendorf ha polemizzato però anche con l'indirizzo struttural-funzionalistico nordamericano e con il suo principale teorico, T. Parsons. A questi – preoccupato soprattutto delle ragioni dell'equilibrio e dell'ordine all'interno del sistema sociale, concepito come una sorta di organismo vivente e interconnesso – Dahrendorf ha opposto una visione intrinsecamente positiva del conflitto come elemento dinamico e rivelatore della vitalità di una società. Si è dedicato a un'appassionata rivisitazione delle ideologie, sviluppando l'idea di un nuovo liberalismo progressista. Importanti i suoi contributi alla tematica europeistica. Sue opere principali sono: Soziale Klassen und Klassenkonflikt in der industriellen Gesellschaft (1957; Classi e conflitto di classe nella società industriale), Plädoyer für die Europäische Union (1973; In difesa dell'unione europea), The New Liberty (1975; La libertà che cambia), Homo sociologicus: uno studio sulla storia, il significato e la critica della categoria di ruolo sociale (1989), Il conflitto sociale nella modernità: saggio sulla politica della libertà (1989), 1989. Reflections on the Revolution in Europe (1990; 1989. Riflessioni sulla rivoluzione in Europa), Lettera immaginaria ad un amico di Varsavia (1990), Legge e ordine (1991), La democrazia in Europa (1992), La libertà che cambia (1994), Quadrare il cerchio: benessere economico, coesione sociale e libertà politica (1995) e Diari europei (1996). Un'altra edizione di 1989. Reflections on the Revolution in Europe è stata pubblicata nel 1999, arricchita di un nuovo poscritto. Nel 2001 è uscito Dopo la democrazia, testo dell'intervista rilasciata ad A. Polito. Qui Dahrendorf si interroga sulle tre questioni importanti, a suo dire, per la democrazia nell'epoca della globalizzazione: la possibilità del cambiamento senza violenza, il check and balance dei poteri, il potere di decisione del singolo. Con la scomparsa dello Stato-nazione, non si può più parlare di democrazia in senso classico, ma la deriva personalistica e autoritaria può essere frenata, secondo Dahrendorf, dalla società civile, con le sue associazioni di volontariato, con le ONG, con la politica solidale. Nel 2003 ha pubblicato Libertà attiva, un saggio di riflessione attorno alle analisi più note dei grandi problemi sociali e politici del mondo moderno e nel 2004 è uscita la sua autobiografia, Oltre le frontiere. Nel 2007 ha pubblicato il saggio Erasmiani. Dal 1988 aveva ottenuto la cittadinanza britannica e nel 1993 era stato nominato dalla regina Elisabetta II Lord a vita.

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