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Dalla vita di un perdigiorno

(Aus dem Leben eines Taugenichts). Novella scritta da J. Eichendorff nel 1826. Un figlio di mugnaio, buono a nulla fuorché a vivere e a sognare, alterna il lavoro di giardiniere in un castello e di guardia daziaria a vagabondaggi in Italia e in Austria. L'asocialità e l'inattività postulata da tutta una parte del romanticismo – contro l'imperativo idealistico dell'intervento attivo dell'individuo nella realtà – sconfina qui nel quietismo apolitico del Biedermeier e dà contemporaneamente una felice parodia di se stessa, scevra di estetismo e di retorica sentimentale, che fa della novella uno dei capolavori dell'ormai declinante romanticismo tedesco.