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Davy, sir Humphry

chimico inglese (Penzance 1778-Ginevra 1829). Compì i suoi primi studi come apprendista nella bottega di un farmacista, leggendo le opere di W. Nicholson e A. L. Lavoisier. Nel 1801 fu chiamato alla Royal Institution di Londra quale professore di chimica e direttore del laboratorio; nel 1820 divenne presidente della Royal Society. Studiò le proprietà di alcuni composti gassosi, tra i quali il protossido di azoto (gas esilarante), di cui scoprì l'effetto anestetico sperimentandolo su se stesso. Le sue ricerche più interessanti riguardano l'elettrochimica; scoprì e isolò per primo (1807) il sodio e il potassio, ottenendoli per elettrolisi dei rispettivi idrossidi allo stato fuso. Preparò il calcio metallico e il magnesio, isolò il boro contemporaneamente a J.-L. Gay-Lussac e L.-J. Thenard e dimostrò sperimentalmente (1810) che il cosiddetto acido ossimuriatico, scoperto da K. Scheele nel 1774, era un elemento puro che chiamò cloro. Constatò che il diamante e il carbone sono costituiti dallo stesso elemento; ipotizzò che le proprietà acide sono legate alla presenza dell'idrogeno e distinse fra anidridi e acidi. Nel 1809 scoprì il fenomeno dell'arco elettrico. Nel 1815 le sue conoscenze precise sui gas infiammabili gli permisero di perfezionare la lampada di sicurezza, già in uso in forma rudimentale presso i minatori, che da allora prese il nome di “lampada di Davy”. Il suo interesse per i fenomeni vulcanici lo portò sovente in Italia. Figura nel Parnaso inglese non solo per la visione umanistica e non tecnicistica della scienza, ma anche per essere autore di opere quali Salmonia, or Day of Fly-Fishing (1828; Salmonia, o la pesca con la mosca) e Consolations in Travel, dialoghi su questioni etiche e religiose, apparso postumo (1830).