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De Quincey, Thomas

scrittore inglese (Greenheys, Manchester, 1785-Edimburgo 1859). Fece studi irregolari che interruppe più volte per vagabondare nel Galles e a Londra (dove cominciò a prendere l'oppio, che allora veniva venduto liberamente). Fondamentale fu l'incontro, nel 1807, con Coleridge che lo presentò a Wordsworth di cui divenne molto amico. Costretto dalle ristrettezze finanziarie, nel 1818 intraprese la carriera giornalistica. Sul London Magazine apparve nel 1821 Confessions of an English Opium Eater (Confessioni di un mangiatore d'oppio inglese), pubblicato in volume nel 1822 (ampliato nel 1856), a cui seguì nel 1845, sul Blackwood's Magazine, Suspiria de Profundis, vivacissime illustrazioni degli effetti dell'oppio sui suoi sogni e fantasie, connessi con gli avvenimenti dell'infanzia e dell'adolescenza. Lo stile magniloquente echeggia Donne, Milton, e sir Thomas Browne; il decadentismo dell'argomento e il sottile edonismo che lo pervade lasciarono una profonda impronta su Poe e sul Baudelaire dei Paradisi artificiali. La sua vasta produzione, che va dai saggi di economia politica su David Ricardo alla critica letteraria, apparve sui vari periodici e fu pubblicata in volume solo nel 1851. Spicca in essa il classico saggio On the Knocking at the Gate in Macbeth (Sul battere alla porta in Macbeth). Importanti anche gli studi e le traduzioni degli idealisti e dei romantici tedeschi, che contribuirono notevolmente alla diffusione della cultura tedesca in Inghilterra.

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