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Decimomannu

comune in provincia di Cagliari (18 km), 10 m s.m., 28,05 km², 6836 ab. (decimesi), patrono: sant’ Antonio Abate (17 gennaio).

Centro del Campidano, situato sulla sinistra del Flumini Mannu; è compreso nel Parco Geominerario della Sardegna. Abitato romano lungo il percorso da Karalis a Sulcis (Sant'Antioco), nel Medioevo fu capoluogo della curatoria di Decimo, nel Giudicato di Cagliari (sec. XI). Coinvolto nelle lotte fra i pisani e i giudici d'Arborea, che se ne impossessarono nel sec. XIV, dopo la conquista aragonese fu infeudato ai De Sena (1426). Passò ad altre signorie fino all'estinzione dei feudi nel 1839.§ La parrocchiale di Sant'Antonio Abate, di origine tardogotica, e il santuario di Santa Greca, eretto alla fine del sec. XVI su un precedente monastero e rifatto nel 1777, hanno subito notevoli modifiche.§ L'economia si basa in parte sull'agricoltura (ortaggi, cereali e agrumi), sulla floricoltura e sulla produzione di miele, e in parte sull'industria, attiva nei settori edile, dei materiali da costruzione, dei serramenti e delle carpenterie in legno e metallo.

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