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Deir el-Medina

villaggio dell'Egitto, nella regione di Tebe, costruito all'inizio della XVIII dinastia per ospitare gli operai addetti alle necropoli regali. Era situato in una vallata del deserto occidentale ed essendo stato abbandonato all'inizio della XXI dinastia, col cessare dei lavori, è pervenuto quasi intatto fino ai nostri giorni. L'interesse del villaggio, che lo rende unico nel suo genere, è nell'averci conservato le testimonianze, anche più minute, della vita degli operai egiziani durante il Nuovo Regno, attraverso pitture, oggetti di uso quotidiano, papiri e soprattutto ostraca (frammenti di calcare o di coccio), scritti con la notazione di ciò che avveniva giorno per giorno, dagli approvvigionamenti di cibo e strumenti di lavoro alle liti domestiche, dalle assenze ai piccoli furti. Tali documenti gettano luce anche su alcuni avvenimenti storici spesso celati nei resoconti ufficiali, come la notizia della perdita di giornate lavorative a causa di incursioni dei Libici. Nella zona hanno scavato, tra gli altri, il francese Bernard Bruyère ed E. Schiaparelli, che ha riportato al Museo di Torino una vasta messe di materiali, tra cui la tomba intatta dell'architetto Kha.

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