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Delibes, Miguel

scrittore spagnolo (Valladolid 1920-2010). Avvocato e giornalista, vinse nel 1947 il premio Nadal con il romanzo La sombra del ciprés es alargada. Sensibilissimo al tema del contrasto fra le aspirazioni dell'uomo e la sconfitta che questi sconta di fronte alla morte, Delibes lo ripropone drammaticamente nei suoi romanzi: Aún es de día (1949; È ancora giorno), Mi idolatrado hijo Sisí (1954; Il mio idolatrato figlio Sisí). In Diario de un cazador (1955), considerato una delle sue opere più riuscite, Delibes fa ricorso al genere epistolare. Nel romanzo 377A, madera de héroe (1987), lo scrittore affronta, in pagine di ferma imparzialità morale, il tema della guerra civile del 1936-39. Altre opere di rilievo: Cinco horas con Mario (1966), El príncipe destronado (1973), La guerra de nuestros antepasados (1975), El disputado voto del señor Cayo (1978), Los santos inocentes (1981), Castilla habla (1986), Mi querida bicicleta (1988), Mi vida al aire libre (1989), Señora de rojo sobre fondo gris (1991), La vida sobre ruedas (1992) e El último coto (1992). Insignito, nel 1993, dell'ambito premio Cervantes; pur avendo più volte annunciato il ritiro dalla scena letteraria, ha continuato a produrre testi di indiscutibile valore e rilievo: He dicho (1997; Ho detto), originale raccolta di scritti brevi, in buona misura inediti e d'argomento vario, El hereje (L'eretico, 1999), romanzo ambientato nella Valladolid dell'epoca di Carlo V, appassionata e per niente scontata difesa dei valori della tolleranza e della libertà di coscienza.

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