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Della Scala

famiglia veronese che tenne la signoria della città dal 1277 al 1387 e si estinse in Germania nel sec. XVI. I primi membri della famiglia di cui si trova menzione sono un Arduino (1180) e un Balduino, console nel 1147 del Comune. I Della Scala furono sostenitori di Ezzelino da Romano, ma alcuni membri della famiglia caddero in disgrazia presso il tiranno e furono giustiziati, mentre ne godette la fiducia Mastino I. Alla sua morte vennero concessi al fratello Alberto I (m. 1301) in forma legale quei poteri esercitati da Mastino. Alberto si assicurò il controllo degli ufficiali e dei consigli del Comune e in pratica ebbe la signoria. Gli succedette il figlio Bartolomeo (m. 1304), il Gran Lombardo dantesco, alla cui morte il governo passò al fratello Alboino (m. 1311) che lo detenne fino al 1308 da solo, poi con Cangrande I. Privo quest'ultimo di figli legittimi, la signoria passò ai nipoti Alberto II e Mastino II. Gli succedette Cangrande II, a sua volta ucciso dal fratello Cansignorio (1340-1375), che tenne il potere con l'altro fratello Paolo Alboino (1343-1375). Cansignorio, che arricchì Verona di splendidi edifici, morì lasciando il potere a Bartolomeo II (m. 1381), cui succedette Antonio (1362-1388). Fu sotto il governo di Antonio che i Visconti il 19 ottobre 1387 occuparono la città. Nel 1404 si ebbe con Guglielmo (m. 1404) un tentativo di restaurazione, ma in realtà questo non fu altro che un abile stratagemma dei Carraresi per riuscire a impadronirsi della città.

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