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Demètrio I (re di Macedonia)

re di Macedonia, detto Poliorcete (ca. 336-283 a. C.). Figlio di Antigono Monoftalmo, s'impose nel 307, quando, a seguito del contrasto fra Siria e Macedonia, e vivente il padre, si impadronì di Atene, instaurandovi un governo democratico e cacciando Demetrio Falereo. Nel 301, quando con la sconfitta di Ipso il padre perse il trono e la vita, egli appoggiandosi alla flotta, di gran lunga la più potente del Mediterraneo, fu incontrastato padrone dei mari e riuscì a stringere vantaggiose alleanze politiche con l'uno o l'altro diadoco. Dove si verificarono crisi dinastiche s'intromise di prepotenza negli affari interni di altri Stati. Così fu alleato di Seleuco, il vincitore di suo padre, contro l'Egitto per la questione della Celesiria e poi, approfittando della morte di Cassandro e della contesa sorta fra i suoi giovani eredi, si rimpossessò di Atene (297); nel 293 s'impadronì del trono macedone, che dovette però subito difendere contro Pirro e Lisimaco. Vinto nel 290 da Pirro, dovette cedere la Macedonia, che fu spartita fra i suoi rivali, ma riuscì a conservare, seppur fra difficoltà, i possedimenti greci, che lasciò in tutela al figlio Antigono Gonata. Desideroso di rivincita, accordatosi con Pirro, mosse in Asia contro Lisimaco; qui, nel 285, fu inaspettatamente sbaragliato da Seleuco, timoroso di un nuovo mutamento di equilibri di potenza in quest'area. Morì in prigionia. § Le fonti, che lo dicono bello e di aspetto fiero, ricordano diversi suoi ritratti in scultura e pittura. Dal confronto con le monete e dalle piccole corna tra i capelli, che richiamano Giove Ammone, è probabile l'identificazione con un'erma della villa dei Pisoni a Ercolano (Napoli, Museo Nazionale) e con un ritratto del Vaticano.

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