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Demospòngie

sf. pl. [dal greco dêmos, moltitudine, popolo+latino spongía, spugna]. Classe (Demospongiae) di Poriferi i cui rappresentanti sono caratterizzati da strutture scheletriche in forma di spicole silicee, a uno o a quattro raggi, o di fibre di spongina; queste possono essere associate alle spicole o costituire da sole l'intero scheletro. Hanno organizzazione esclusivamente di tipo leucon. Le Demospongie sono le spugne più comuni, diffuse in tutti i mari, dalle acque litoranee a oltre cinquemila metri di profondità. I colori sono svariati, dalle tinte scure e smorte al giallo, rosso e violetto brillanti. Alcune specie presentano una forma costante (a coppa, arborescente, ecc.), altre assumono le forme dei substrati sui quali si accrescono. Sono suddivise nelle sottoclassi Omoscleromorfe, Tetrattinomorfe e Ceractinomorfe. Attualmente in questa classe è inserita la famiglia degli Stromatoporoidi, precedentemente considerata classe o phylum a sé stante. Questa famiglia ha dominanto i mari siluriani e devoniani e si è estinta alla fine del Cretaceo. Numerosi sono i resti fossili, legati alla costruzione di scogliere carbonatiche; fra queste notevole è quella di Gotland (Siluriano), alta circa 20 m e con un diametro di 200 m.

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