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Diògene di Sìnope

filosofo cinico greco, vissuto ad Atene nel sec. IV a. C. La sua figura è divenuta ben presto leggendaria e fiorirono gli aneddoti su di lui per la sua vita stravagante, la sua opposizione alle convenzioni e la sua ricerca di libertà dai legami della vita sociale e dai bisogni materiali; tra l'altro si narrava di un suo incontro con Platone, che lo avrebbe chiamato “Socrate impazzito”, e con Alessandro Magno. Non è citato da autori contemporanei, né lasciò scritti; i discepoli probabilmente ne conservarono i detti, ma quelli tramandati fino a noi sono in gran parte assai più tardi. L'atteggiamento di Diogene è anarchico e cosmopolitico, anticulturale e contrario a ogni forma di organizzazione civile e politica, volto all'esasperata affermazione dell'autodominio e della virtù come astinenza. § Le fonti letterarie ricordano varie statue elevate a Diogene a Corinto, ma a noi è nota solo la statuetta di Villa Albani a Roma, copia di un originale del sec. II a. C., che raffigura il filosofo appoggiato al bastone e con accanto un cane. Il ritratto di Diogene compare anche tra i personaggi greci del mosaico del Museo di Colonia.

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